Manca un mese alle Olimpiadi e a Bormio non c’è neve: come si farà per le gare di sci di Milano-Cortina 2026

La Stelvio è la pista sciistica per eccellenza di Bormio, in Alta Valtellina. Qui anno dopo anno i migliori discesisti del mondo si danno battaglia durante la tappa della Coppa del Mondo e il prossimo febbraio si contenderanno le medaglie olimpiche di Milano-Cortina 2026. Certo è che la Stelvio è una pista che non puoi dimenticarti: la si vede pure dalla piazza principale di Bormio, domina sul paese. Ma ora fa anche preoccupare perché non è ancora completamente innevata.

A Bormio non c'è neve e ormai la pista – causa cambiamento climatico e le poche precipitazioni – è facile che anche d'inverno sia circondata dal verde della vegetazione alpina. Perché? Semplice: lo zero termico ormai viene registrato sopra i 1.225 metri di Bormio. Eppure qui i giorni prima di Capodanno si gareggia una tappa della Coppa del Mondo di sci (tranne quest'anno perché passerebbero troppi pochi giorni dal via di Milano-Cortina 2026) e a febbraio si assegneranno forse le medaglie più attesa dei Giochi olimpici: quelle dello sci alpino maschile e dello sci di alpinismo. E allora è semplice chiedersi: su quale neve?

Mettiamola così: si continua a sperare in una nevicata prima del 6 febbraio, ma intanto è stato studiato e attuato un "piano neve", ovvero una strategia già consolidata per fare in modo che la pista Stelvio sia innevata. Come? È stato creato sopra i 2mila metri un bacino d'acqua da cui sarà possibile, in caso di necessità, prelevare la risorsa idrica necessaria da sparare con i cannoni in assenza di precipitazioni (e sempre se le temperatura restino non troppo sopra lo zero).
In vista delle Olimpiadi, Bormio ha installato un bacino a 2.200 metri. Nella vicina Livigno – siamo a 1.816 metri quindi qui d'inverno il paesaggio è sempre bianco – addirittura tre: questo paese, dove finisce l'Alta Valtellina, sarà il cuore delle gare di Snowboard e Freestyle. Anche qui quindi la neve non può mancare e per questo sono stati costruiti tre bacini idrici: uno al Mottolino, uno al Carosello e uno alla Sitas.

Cosa sono e perché servono lo ha spiegato a Fanpage.it l'assessora di Bormio Samanta Antonioli, con delega proprio a tutto ciò che ruota attorno alle Olimpiadi: "Dietro alla pista Stelvio ci sono 40 anni di storia. Da tempo la neve a Bormio è poca, soprattutto nella parte bassa della pista. Uno degli investimenti grossi che sono stati fatti è l'impianto di innevamento che parte dall'inizio della Stelvio e arriva in paese. Già in questi giorni è funzionante: è molto performante perché utilizza gli ultimi sistemi tecnologici. Tutto viene alimentato dal bacino, ovvero un accumulo di acqua, che è stato realizzato a 2.200 metri sulla zona Sant'Ambrogio. Questo bacino rimarrà anche dopo le Olimpiadi: si riempirà d'estate e lo utilizzeremo d'inverno. In queste settimane i cannoni prevedono di sparare anche a temperature non bassissime ma la resa è diversa. Stiamo guardando il meteo tutti i giorni, nei prossimi giorni le temperature si dovrebbero per fortuna abbassare. E speriamo che arrivi anche almeno una nevicata".

Per gli ambientalisti questa neve artificiale però non convince. Qual è l'impatto dal punto di vista ambientale? Nel suo ultimo dossier 2025 su "Neve Diversa" Legambiente ha mappato i bacini di innevamento artificiale in Italia: sono 165 quelli mappati ad oggi in Italia. Il Trentino-Alto Adige è la regione con più bacini censiti (60), seguita da Lombardia (23), e Piemonte (23). La Valle D’Aosta, invece, conta 14 bacini ma primeggia in termini di mq, ben 871.832. Precisando che "negli ultimi anni, gli impianti di neve artificiale sono diventati una spesa costante e cruciale per la sopravvivenza dei comprensori e per garantire la settimana bianca". E in vista delle Olimpiadi?

Lo chiarisce a Fanpage.it Vanda Bonardo, presidente CIPRA Italia e responsabile nazionale Alpi Legambiente: "L’innevamento artificiale è un fattore chiave di artificializzazione della montagna, con canali, tubazioni, cannoni, stazioni di pompaggio e bacini idrici che trasformano in modo permanente il territorio. Richiede acqua e parecchia energia, spesso sottratte a ecosistemi già in sofferenza per la crisi climatica. La neve artificiale altera i cicli naturali del suolo e della vegetazione, danneggia la biodiversità e aumenta la frammentazione degli habitat e la fragilità complessiva degli ecosistemi montani".
L'assessora Antonioli risponde così: "La neve prodotta è un mix di acqua e aria prodotta da generatori alle giuste temperature. Le località montane come la nostra vivono di turismo. Ci sono soluzioni per tutti, la fortuna dello sci è che è uno sport all’aria aperta, chi preferisce posti più isolati e puri può trovarli comunque fuori dai flussi più frequentati. Tutto quello che è stato realizzato per le Olimpiadi, è stato pensato con un'attenzione particolare all'utilizzo delle opere anche dopo Milano-Cortina".
Resta il fatto che una volta decise le Olimpiadi in Italia, queste non si possono rimandare con o senza neve. La Stelvio il 6 febbraio dovrà essere bianca.