Manager accusa l’ex moglie di averlo seviziato e imprigionato per 20 mesi: “Pesavo 53 chili, ero un fantasma”
Un manager della finanza di 51 anni ha denunciato l'ex moglie di averlo seviziato da febbraio 2023 a ottobre 2024, accusandola di averlo costretto a vivere "per 20 mesi in uno stato di terrore costante". L'uomo ha spiegato di essere stato ridotto a una condizione di "totale isolamento sociale e assoggettamento psicologico", che lo aveva "reso un fantasma". Si parla di condizioni igieniche precarie, bruciature di sigarette ovunque, dimagrimento fino ai 53 chili e anche di 20mila euro che la donna si sarebbe trasferita sul suo conto perché ormai si era impossessata del suo cellulare e dei suoi documenti. La pm Barbara Benzi della Procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ex moglie con le accuse di maltrattamenti, lesioni personali aggravate dalle sevizie e dalla crudeltà e di circonvenzione d'incapace e ora l'indagata dovrà comparire davanti al gup Fabrizio Filice per l'udienza preliminare.
Come riportato da Repubblica, le indagini sono scattate a seguito di quanto accaduto il 9 ottobre 2024 a Saint-Tropez, sulla Costa Azzurra francese. Il 51enne era stato visto scappare, nascondersi tra i vicoli del porto e rifugiarsi in un albergo. Aveva i pantaloni sporchi di sangue e di feci, di una taglia ben più grande della sua: pesava 53 chili e non aveva soldi né documenti. Il manager era stato poi accompagnato in ospedale e, due giorni dopo, si era presentato al pronto soccorso dell'ospedale di Legnano. Là i medici gli hanno diagnosticato un "deperimento organico" e nel referto si parla anche di "condizioni igieniche precarie", bruciature di sigaretta in testa, sulle braccia e altre parti del corpo. Il 51enne dice che a ridurlo in quelle condizioni era stata la moglie.
Gli investigatori hanno ricostruito gli ultimi mesi del 20enne, collocando l'inizio dei presunti maltrattamenti a una lite del febbraio 2023. Quel giorno, il manager era in casa in un palazzo del centro di Milano insieme alla moglie, nonché socia. La donna lo avrebbe accusato di frequentare prostitute, di avere un'ossessione patologica per i siti porno e di averla infettata con l'epatite B. Così, gli avrebbe imposto una sorta di "disintossicazione", anche se poi la storia della malattia si rivelerà falsa.
Secondo i legali del manager, l'ormai ex moglie avrebbe fatto "leva sul suo senso di colpa", riducendolo in condizione di "totale isolamento sociale e assoggettamento psicologico". La donna avrebbe avuto il controllo totale del telefono e dei documenti del 51enne, arrivando anche a trasferirsi 20mila euro sul proprio conto. Lo avrebbe obbligato "a stare fermo sul divano a fare la pianta", a mangiare nella ciotola del cane e urinare per strada.
Il giudice Filice del Tribunale di Milano al termine dell'udienza preliminare dovrà decidere se rinviare a giudizio la donna, come chiesto dalla Procura, o archiviare il caso. Già lo scorso giugno il gip aveva archiviato una controdenuncia nei confronti del 51enne perché giudicata "palese e tardiva manovra per orientare le indagini a suo carico". Gli avvocati del manager, che parlano di oltre 30mila video che l'imbarcazione avrebbe registrato durante la permanenza a Saint-Tropez, chiedono oltre un milione di euro di risarcimento.