Lucarelli e Apolloni assolti dall’accusa di violenza sessuale, le motivazioni: “La ragazza poteva dire no”

Federico Apolloni e Mattia Lucarelli il 23 aprile scorso sono stati assolti in formula piena dall'accusa di violenza sessuale di gruppo ai danni di una studentessa statunitense. Oggi, a distanza di 90 giorni circa, sono state rese note le motivazioni della sentenza.
"Resta ipotesi fragile e non adeguatamente corroborata" che Mattia Lucarelli (figlio dell'ex attaccante del Livorno, Cristiano) e l'amico Federico Apolloni abbiano esercitato "una pressione subdola" e approfittato di una "minorata capacità di resistenza" della studentessa statunitense, alterata dall'alcol ma non al punto da essere "annebbiata", che li ha denunciati facendoli finire finire prima agli arresti domiciliari, poi imputati con altri ragazzi per violenza sessuale di gruppo.
A dirlo la Corte d'Appello di Milano nelle motivazioni con cui, cancellando le condanne inflitte in primo grado nel processo in abbreviato, ha assolto tutti e 5 i giovani coinvolti con la formula "perché il fatto non sussiste" in quanto non "è stata raggiunta la prova oltre ogni ragionevole dubbio" della loro responsabilità.
Secondo i giudici, "una volta esclusa, come ha fatto lo stesso Tribunale, la sussistenza di una condotta costrittiva, e non essendo stata raggiunta la prova di uno stato di incapacità della persona offesa né di una concreta attività induttiva idonea a viziarne a il consenso, viene meno uno degli elementi essenziali della ricostruzione accusatoria".
In sostanza, si evince dall'atto, la ragazza poteva manifestare il suo dissenso – cioè poteva dire no – come è accaduto durante la nottata con un altro dei ragazzi che l'aveva approcciata.
La Corte ritiene che la sera del marzo del 2022, dopo le prime effusioni fuori dalla discoteca il Gattopardo, l'invito accettato dalla ragazza a recarsi nell'appartamento di Lucarelli, "il linguaggio volgare e sessualmente esplicito, l'atmosfera goliardica" con l'iniziale "proposito sessuale collettivo" poi tramontato per "l'attrazione" di lei nei confronti di Apolloni, se da un lato possono essere "moralmente" discutibili, "non assumono di per sé, il significato univoco di una manovra induttiva abusiva".
"Esse appaiono sintomatiche (…) di un clima di eccitazione collettiva, ma non provano affatto, con la dovuta certezza probatoria, che il successivo consenso sia stato ottenuto mediante una pressione subdola" e nemmeno che sia stato dato dalla ragazza "per effetto di una minorata capacità di resistenza scientemente sfruttata dagli imputati" in quanto aveva bevuto due drink ma non al punto da essere in stato di "totale incoscienza".
Per tanto "si impone" l'assoluzione di Lucarelli e Apolloni, difesi dall'avvocato Leonardo Cammarata, e altrettanto vale per i loro coimputati, assistiti da Francesca Nobili, Margheriti Benedini, Giuseppe Ales e Silvia Del Corso, a cui era stato contestato l'apporto psicologico.