Boccata d'ossigeno per tutti i titolari di negozi e attività commerciali in Lombardia. Da lunedì 12 aprile, col passaggio della Lombardia in zona arancione, tutti i negozi possono riaprire. Le saracinesche delle attività ritenute non essenziali e di alcuni servizi alla persona erano chiuse dallo scorso 15 marzo, quando la Lombardia come buona parte dell'Italia era finita in zona rossa. Per quasi un mese commercianti, ma anche parrucchieri e centri estetici sono dovuti rimanere chiusi: rispetto alle scorse zone rosse, il governo ha infatti deciso anche per la chiusura anche di alcuni servizi alla persona in precedenza rimasti aperti nella zona di massime restrizioni.

I negozi che riaprono in Lombardia zona arancione

Da lunedì 12 aprile non ci saranno più limitazioni al tipo di attività commerciale svolta. Nel rispetto dei protocolli di sicurezza, possono tornare a lavorare anche parrucchieri e centri estetici, così come negozi di abbigliamento, gioiellerie e tutte le altre attività commerciali finora rimaste chiuse, senza alcuna limitazione per quanto riguarda i codici Ateco.

Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, lavanderie e tintorie, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi, edicole e librerie.

Restano chiusi bar e ristoranti: solo asporto e domicilio

Discorso a parte per bar e ristoranti: il servizio ai tavoli o al bancone resta vietato, così come resta sempre vietato consumare cibi e bevande all’interno dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione e nelle loro adiacenze. Resta consentito l'asporto dalle 5 alle 22 (dopo scatta il coprifuoco) e il domicilio senza limiti di orario. L'asporto è però vietato dalle 18 per i bar senza cucina (attività con codice Ateco 56.3).

Cosa cambia in Lombardia zona arancione

Con il passaggio della Lombardia in zona arancione diminuiscono anche le restrizioni per gli spostamenti. È consentito muoversi liberamente all'interno del proprio comune nel rispetto del coprifuoco (tra le 5 e le 22), mentre chi abita in paesi con meno di cinquemila abitanti può spostarsi in un raggio di 30 chilometri (anche in altri comuni o regioni), purché non si rechi in un capoluogo di provincia. Tornano ad essere consentite anche le visite a parenti o amici: lo si può fare una sola volta al giorno, fino a un massimo di due persone per volta oltre a eventuali figli minori di 14 anni o altri minorenni o disabili a carico. Tutti gli altri spostamenti (fuori dal Comune o dalla Regione o nell'orario di coprifuoco) sono possibili solo per comprovati motivi di salute, lavoro o necessità. È sempre consentito il rientro alla residenza o al domicilio e il raggiungimento delle seconde case, a meno che non si trovino in regioni che con proprie ordinanze hanno emanato divieti specifici.