In attesa del nuovo Dpcm, con cui il Governo Conte varerà le nuove misure anti contagio da rispettare durante le festività natalizie, si rincorrono le voci e le indiscrezioni legate al tema della riapertura delle scuole. C'è chi ha avanzato l'ipotesi di un rientro in classe al 14 di dicembre e chi invece, come la maggior parte delle Regioni, ha chiesto un ulteriore slittamento al 7 di gennaio. Ebbene, in Lombardia, così come in tutta Italia, quest'ultima sembra l'ipotesi più accreditata a realizzarsi.

Quali classi torneranno in aula il 7 gennaio 2021

Con l'istituzione della zona arancione, in Lombardia le seconde e le terze medie sono già tornate in classe a fare lezioni in presenza. Diversa la situazione per le superiori, i cui studenti sono ancora costretti a casa e lo saranno per tutto il mese di dicembre. Questa decisione, inizialmente adottata per limitare la pressione sui mezzi di trasporto, subirà un cambiamento a partire dal 7 gennaio. Non ci sarà, però, un rientro totale in classe ma solamente parziale. Stando all'ultima bozza del Dpcm, infatti, negli istituti superiori si procederà con un rientro al 25 per cento. Ciò significa che tre quarti delle lezioni verranno svolte in presenza e il restante quarto da remoto, con la didattica a distanza. Per definire gli orari di inizio e di fine delle giornate scolastiche, il Governo inviterà le Prefetture a istituire un tavolo di coordinamento. Il focus principale sarà sempre lo stesso: evitare il sovraffollamento sul trasporto pubblico.

Proteste contro la didattica a distanza sotto Palazzo Lombardia

Nel corso di questo periodo autunnale, sono state diverse le manifestazioni di protesta (pacifica) che si sono susseguite ai piedi di Palazzo Lombardia. Gli studenti, insieme ad alcuni professori, hanno organizzato diversi sit-in pretendendo un rapido rientro in classe. In molte occasioni, poi, i ragazzi si sono radunati sotto la Regione per seguire le lezioni a distanza, nonostante il freddo e la scomodità che il luogo potessero comportare. E, durante una di queste proteste, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha lasciato i suoi uffici per scendere ed incontrare gli studenti, portando loro un tè caldo ed avendo un confronto definito "costruttivo" dallo stesso governatore.