19 Ottobre 2021
18:05

Lombardia: per la maggioranza al Pirellone i neofascisti di Forza Nuova non sono un’emergenza

Bocciata dalla maggioranza in consiglio regionale l’urgenza relativa alle due mozioni di Pd e M5s che avevano come oggetto il fascismo. Non si sono quindi discusse nell’aula di Palazzo Pirelli. La prima chiedeva alla Regione di attivarsi presso il governo per lo scioglimento di Forza Nuova e delle formazioni che intendono ricostituire il disciolto partito fascista. La seconda chiedeva di contrastare di ogni forma di estremismo di matrice politica riconducibile al fascismo.
A cura di Simona Buscaglia

La maggioranza di centrodestra che siede in consiglio regionale è stata compatta nel bocciare l'urgenza legata alle due mozioni presentate dal Pd e dal M5s. I due testi chiedevano a Regione Lombardia di attivarsi presso il governo per lo scioglimento di Forza Nuova e delle formazioni che intendono ricostituire il disciolto partito fascista, la prima, e il contrasto di ogni forma di estremismo di matrice politica riconducibile al fascismo, la seconda. La mozione era stata presentata dal Partito democratico dopo i fatti di Roma, con l’assalto alla sede nazionale della Cgil, e dopo la pubblicazione dell'inchiesta di Fanpage,it Lobby Nera.

Pizzul (Pd): "La maggioranza imbarazzata nega l'urgenza. Nessuna presa di posizione contro il fascismo"

"La maggioranza è evidentemente imbarazzata, nega che sia urgente prendere una posizione che possa anche favorire una riflessione del governo per dare dei segnali forti su quello che è accaduto; evidentemente l'imbarazzo si esplicita nel non volere discutere la questione nell'aula del consiglio – ha dichiarato a Fanpage.it Fabio Pizzul, capogruppo del Pd a Palazzo Pirelli a margine del voto in aula – avrebbero potuto fare un intervento per motivare il voto negativo ma hanno preferito nascondersi dietro il voto e far valere la maggioranza senza entrare nel merito della questione". Al capogruppo di Forza Italia, Gianluca Comazzi, che aveva dichiarato in un'intervista settimana scorsa: "lo scioglimento di un partito non lo può chiedere un altro partito", Pizzul ha replicato: "Noi non chiediamo lo scioglimento di un partito ma l'applicazione di una legge. Esiste una legge che vieta qualsiasi riferimento al fascismo e al tentativo di ricostituzione del fascismo, peggio se accompagnati dalla violenza. Prevede inoltre che il governo possa intervenire d'urgenza nel caso di fatti di particolare gravità, cosa che è avvenuta con l'assalto alla Cgil. Speravamo che dal Consiglio potesse arrivare un sostegno al governo perché potesse procedere d'urgenza secondo quanto stabilito dalla legge". Il Pd ha già annunciato che ripresenterà la mozione in via ordinaria nella prima seduta destinata agli atti istruttori e di indirizzo, il 2 novembre.

De Rosa (M5s): "Non è nascondendo la testa sotto la sabbia che si affrontano questi temi"

"È molto grave che non si sia voluto discutere: non è nascondendo la testa sotto la sabbia che si affrontano questi temi, anche perché la storia ci ha insegnato che quando si sono ignorati certi estremismi si sono riproposti anche in maniera più forte". Questo il commento rilasciato a Fanpage.it dal capogruppo del M5s, Massimo De Rosa, dopo la bocciatura dell'urgenza da parte della maggioranza anche della mozione proposta dal suo gruppo: "La nostra era una mozione che non era per nulla un attacco personale, chiedevamo che ci fosse un impegno a mettere paletti affinché non ci fossero infiltrazioni di associazioni o lobby neofascisti all'interno alle istituzioni, la bocciatura dell'urgenza mi preoccupa". Nel testo della mozione si richiedeva anche "un codice etico che regolasse i rapporti dei consiglieri con associazioni neofasciste e neonaziste, e l'utilizzo degli spazi del consiglio regionale" ha concluso De Rosa "credo che sia nostro obbligo come rappresentanti delle istituzioni pubbliche tutelare i principi della costituzione".

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