"È necessario che gli enti locali aumentino la consapevolezza della presenza delle mafie sul territorio". Lo dichiara la presidente della Commissione antimafia di Regione Lombardia, Monica Forte, intervenuta nella conferenza stampa organizzata da Nicola Morra, presidente Commissione parlamentare antimafia, per presentare l'Osservatorio antimafia in Trentino. Ora più che mai con la pandemia, che ancora mette in ginocchio economicamente gli imprenditori, "le istituzioni e i cittadini non devono concedere tempo alle mafie di organizzare la loro presenza sul territorio", aggiunge la Forte. Esattamente quanto successo nei decenni scorsi: il risveglio improvviso della Lombardia infatti è avvento nel 2010 con l'operazione "Infinito" ma "già negli anni '60 le ‘ndrine si erano radicate sul territorio inquinando numerosi settori dell'economia locale".

Morra: Nessun territorio ha gli anticorpi in grado di frenare il contagio delle mafie

Nessuna regione dovrebbe concedere tempo prezioso alle mafie per radicarsi sul territorio perché nessuna zona è immune dalla presenza criminale. "È un falso mito infatti che alcune zone d'Italia abbiano gli anticorpi, immuni quindi dal possibile contagio delle mafie", tiene a precisare anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia Morra. Lo pensava la Lombardia, il Piemonte, la Valle d'Aosta e il Trentino. Ovvero, tutte Regione in cui si è verificato il contrario: "Per questo dobbiamo insistere nell'aumentare la consapevolezza degli enti locali. Devono tutti capire che non si può scambiare per episodi di bullismo dei veri e proprio atti intimidatori da parte della criminalità organizzata". La presidente, durante il suo intervento in conferenza, ha fatto riferimento ai fatti del 2017 a Cantù, paese in provincia di Como, dove la ‘ndrangheta aveva preso il controllo di piazza Garibaldi e dei locali vicini scatenando delle vere e proprie risse.

Forte: Attenzione al mercato illegale transfrontaliero dei rifiuti

Infine Monica Forte pone l'attenzione sul mercato illegale transfrontaliero dei rifiuti, mettendo così in guardia anche i colleghi del Trentino. Oltre al pericolo rifiuti, tutti i relatori della conferenza ribadiscono che al centro resta il rischio droga: "È grazie al mercato degli stupefacenti che la ‘ndrangheta in Italia riesce a guadagnare oltre 55 miliardi di euro all'anno. Un dato che non possiamo dimenticare", precisa Morra. E poi conclude: "Se non ci sono consumatori però, non ci si porrebbe il problema. Per questo Rocco Chinnici, a capo del pool antimafia di Palermo prima di essere assassinato da Cosa Nostra, impegnava parte del suo tempo a parlare ai ragazzi nelle scuole promuovendo dibattuti contro la droga". Un insegnamento che vale ora più che mai per tutta Italia.