24 Giugno 2022
17:41

Lo spreco di acqua inizia dalla distribuzione, lo studio: “Le reti cittadine sono troppo vecchie”

Intervistato da Fanpage.it, Nicolò Serpella di Valore Acqua per l’Italia racconta lo stato delle reti di distribuzione dell’acqua potabile. Poco meno della metà viene persa durante il tragitto che la porta nelle case.
A cura di Enrico Spaccini
La fonte di Mompiano di Brescia, parte dell’acquedotto cittadino
La fonte di Mompiano di Brescia, parte dell’acquedotto cittadino

"Se facciamo scorrere mille litri d'acqua potabile dal rubinetto di casa, la pagheremo in bolletta poco più di 2 euro. Se andiamo al bar e compriamo 2mila bottigliette da mezzo litro, ci costeranno almeno 2mila euro". Il project coordinator di Valore Acqua per l'Italia, Nicolò Serpella, porta a Fanpage.it questo esempio per far comprendere quanta poca importanza diamo all'acqua che scorre nelle nostre case.

Fondata da The European House – Ambrosetti, Valore Acqua per l'Italia è una community che vuole coinvolgere i vari attori della filiera idrica estesa e le istituzioni di riferimento, italiane ed europee. Ogni anno, viene pubblicato il "Libro bianco": un'analisi sull'efficienza della distribuzione di quell'acqua potabile che alcuni sindaci lombardi stanno cercando di razionalizzare per attenuare le conseguenze della siccità.

Ma queste ordinanze funzionano veramente?

L'utilizzo civile costituisce una parte importante del consumo idrico. È anche, forse, quello che si può più facilmente razionalizzare. Sarebbe difficile immaginare la stessa cosa per le aziende, provocherebbe un forte impatto sull'economia. Inoltre queste ordinanze servono anche per sensibilizzare le persone. Noi in Italia siamo poco consapevoli di quanto sia importante l'acqua. Certo, non è risolutivo. Ma può aiutare.

Le associazioni degli agricoltori chiedono di poter abbassare il livello dei laghi, in modo da poter irrigare i campi. Può essere una soluzione valida? Invece a medio-lungo termine cosa si potrebbe fare?

Può esserlo nel breve termine. Ma di certo non può essere una soluzione strutturale. Nel medio-lungo periodo è sicuramente necessario promuovere l'efficienza idrica a 360 gradi e migliorare quella delle reti di distribuzione dell'acqua potabile. La quota di perdite nella rete di distribuzione è molto elevata rispetto alla media europea (42 per cento contro il 25). I prelievi di acqua a uso potabile rimangono elevati perché spesso viene usata per scopi che non la richiederebbero. Ad esempio, il lavaggio delle strade, delle auto o l'irrigazione dei giardini.

In che condizioni si trova la rete di distribuzione dell'acqua potabile?

Bisogna dire che l'efficienza della distribuzione dipende sia dagli operatori dell'acqua, sia dall'utilizzo che se ne fa. Le prime sono le cosiddette "perdite reali", che variano a seconda della qualità delle infrastrutture. Le seconde sono le "apparenti". Tutta quell'acqua che esce e non viene fatturata. Basta non avere un contatore, e già si crea una perdita.

Restiamo sulle perdite reali: com'è la situazione a Milano?

Milano è una delle realtà più virtuose. Grazie a investimenti mirati e a lungo termine, si è raggiunto un ottimo livello di efficienza. Per quanto riguarda il territorio italiano, invece, la situazione cambia. I dati dicono che in media il 60 per cento delle reti ha più di 30 anni, il 25 per cento più di 50. E sono numeri che peggiorano se andiamo a vedere nei centri abitati: fino al 40 per cento hanno più di mezzo secolo. Anche perché andare a operare tra i palazzi è più difficile che fuori città.

La Città metropolitana di Milano si è data come obiettivo il raggiungimento del 90 per cento di efficienza entro il 2030. Si può fare?

Se parliamo solo di Milano, sì: si può fare. È un obiettivo ambizioso, ma si può raggiungere Milano ha attive sul proprio territorio gruppi di aziende che si sono unite proprio per poter investire in operazioni a lungo termine. Tuttavia, si tratta di un'eccezione a livello italiano. Il fatto è che se anche Milano dovesse riuscire, questo non risolverebbe pressoché nulla. Serve una pianificazione strutturata a livello di sistema-Paese e per farlo servono tempo e investimenti.

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