Scontri a Milano del 17 e 18 ottobre

Lettera di minacce a De Simone, l’agente ferito negli scontri di Milano: “Peccato non le abbiano spaccato la testa”

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Angelo De Simone, dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia (foto da LaPresse)
Una lettera è stata inviata ad Angelo De Simone, il dirigente della polizia di Stato del commissariato Garibaldi-Venezia di Milano rimasto ferito dal lancio di un sampietrino durante gli scontri del 17 ottobre. La missiva, firmata a penna, sarebbe piena di minacce e insulti anche agli altri agenti.

È piena di insulti e minacce la lettera datata martedì 20 ottobre che è arrivata al commissariato Garibaldi-Venezia di via Schiaparelli a Milano. La missiva, scritta a computer, era diretta ad Angelo De Simone, dirigente della polizia di Stato che sabato 17 ottobre era rimasto ferito alla testa da un sampietrino lanciato da alcuni manifestanti in piazza Duomo. "Un vero peccato che non le abbiano spaccato la testa a metà, che non l'abbiano ridotta in stato comatoso, possibilmente profondo, con lesioni permanenti", ha scritto il soggetto che ha anche firmato il testo a penna, anche se il nome sarebbe illeggibile. Le indagini per risalire all'autore delle minacce sono ancora in corso.

Lo scorso 17 ottobre, a seguito della manifestazione in centro a Milano contro il carovita, si erano verificati alcuni scontri tra i partecipanti al corteo e le forze dell'ordine che presidiavano le strade. Tra gli agenti rimasti feriti c'era proprio De Simone, che si occupava di coordinare le varie forze di polizia in strada. Un sampietrino gli aveva causato una ferita alla testa, ma il dirigente di polizia 55enne aveva continuato a lavorare e il giorno seguente, quando si sono verificati ulteriori scontri, era tornato di nuovo in strada.

La foto di De Simone ha circolato sui giornali e sui social, ricevendo attestati di stima e messaggi di vicinanza anche dalle forze politiche, compresa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Tuttavia, il 55enne ha ricevuto anche altri tipi di messaggi, come appunto la lettera datata 20 ottobre. Spedita in una busta compilata a mano e regolarmente affrancata, la missiva contiene una serie di offese rivolte sia al dirigente che agli altri agenti di polizia, definiti "persone mentalmente bacate" e accusati di "aver venduto l'anima alla più bieca forma di repressione del potere di turno". Dopo alcuni riferimenti al G8 di Genova del 2001, l'autore della lettera ha continuato il testo con: "Siete delle m…e, Lei è una m…a. Auguro tutto il male possibile a Lei e ai suoi uomini. Con i sanpietrini che hanno tirato hanno fatto bene, anzi dovevano essere più grossi", per poi concludere "con tutto il risentimento, il rancore e l'odio possibile auguro a Lei ed ai suoi uomini di crepare tra i peggiori tormenti".

Il presidente del Senato Ignazio La Russa ha fatto sapere di aver appreso "con profonda indignazione della vergognosa lettera indirizzata ad Angelo De Simone" e di voler rivolgere al dirigente del commissariato Garibaldi-Venezia "la mia affettuosa vicinanza".

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