Scontri a Milano del 17 e 18 ottobre

L’avvocata di Youssef Siher: “La sua è stata solo libertà di espressione, non c’è alcun reato”

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Yasmina Abu Sharar, legale di Youssef Siher, commenta a Fanpage.it la decisione della gip di Milano, Tiziana Landoni, di non convalidare il fermo di Siher e di rimetterlo quindi in libertà.

"Sono molto soddisfatta. È andata come mi aspettavo", ha detto a Fanpage.it l'avvocata Yasmina Abu Sharar, legale di Youssef Siher, commentando la decisione della gip di Milano, Tiziana Landoni, di non convalidare il fermo per il suo assistito, ritenuto dagli inquirenti la "mente" dei disordini e delle devastazioni andate in scena a Milano tra il 17 e il 18 ottobre.

Siher, ricercatore di 30 anni – in qualità di amministratore del canale Telegram ‘Movimento 17 ottobre' – è stato accusato di istigazione a delinquere, con l'aggravante della finalità di terrorismo e dell'uso del mezzo informatico anche in concorso con la moglie, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, prevista dall'articolo 420-bis del nuovo decreto-legge, e associazione con finalità di terrorismo.

Il ricercatore, tornato ieri in libertà, si trovava dalla notte di sabato scorso, 24 ottobre, detenuto nel carcere milanese di San Vittore.

"La Procura fa il suo lavoro ma le condotte contestate a Youssef non costituivano affatto reato bensì libertà di espressione, secondo l'articolo 21 della Costituzione che sancisce il diritto fondamentale di ogni persona di manifestare, comunicare e ricevere opinioni, idee e informazioni liberamente, senza subire censure, minacce o ritorsioni da parte dello Stato o di altri soggetti", ha detto ancora a Fanpage.it l'avvocata Abu Sharar.

A seguito della scarcerazione di Siher, la presidente del consiglio Giorgia Meloni –  come parte del mondo politico – si è scagliata contro la Magistratura definendo "vergognosa" la decisione della gip di Milano. La premier ha definito questo un atto che finisce per "mortificare in modo insopportabile il lavoro delle forze dell'ordine, degli inquirenti e del Viminale". Per Meloni, decisioni di questo tipo metterebbero infatti in discussione "la capacità stessa di uno Stato normale di difendere le persone perbene dai raid violenti che colpiscono le città".

Non si è fatta di certo attendere la replica da parte dei vertici del Tribunale di Milano, in campo per difendere la giudice Tiziana Landoni dagli attacchi del governo. Il presidente del Tribunale Fabio Roia e la presidente della sezione GIP-GUP Vincenza Maccora in una nota ufficiale hanno respinto tutte le ingerenze della politica e ribadito l'autonomia della magistratura di fronte alle pressioni dell'esecutivo. "Attacchi irricevibili, scarsa conoscenza dello Stato di diritto", hanno scritto Roia e Maccora.

"L'attacco di Meloni? Se qualcuno vuole contestare la decisione della giudice di Milano lo faccia nelle sedi opportune e con i mezzi a disposizione", ha detto l'avvocato Abu Sharar che conclude sottolineando che Siher non ha rilasciato alcun commento né privato né pubblico su quanto accaduto e che ora merita silenzio e riposo in compagnia della sua famiglia.

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