L’assassino di Aurora Livoli: “Lei urlava così l’ho minacciata e stretto le mani al collo”

"La ragazza ha iniziato subito ad urlare ‘lasciami, lasciami' (…) le metto una mano sulla bocca per non farla urlare, dato che la ragazza continuava ad urlare, le ho stretto le mani al collo". Questo il racconto di Emilio Gabriel Valdez Velazco, il presunto assassino di Aurora Livoli, la ragazza di 19 anni trovata morta in un cortile di via Paruta a Milano la mattina del 29 dicembre scorso. Le parole di Velazco sono state riportate nel verbale dell'interrogatorio avvenuto ieri davanti ai pm Pansa e Mannella e ai carabinieri. Nella versione dell'uomo si legge inoltre che l'avrebbe minacciata più volte di stare "zitta", altrimenti avrebbe continuato a stringerle il collo e che ci fu una "colluttazione", perché lei tentava "di andare via".
L'interrogatorio di Emilio Gabriel Valdez Velazco
L'interrogatorio di Emilio Gabriel Valdez Velazco si è tenuto ieri, giovedì 8 gennaio. Durante il faccia a faccia con i pm, l'uomo avrebbe confessato di aver abusato sessualmente e ucciso la 19enne Aurora Livoli. L'omicidio si è consumato nel cortile di via Paruta 74 a Milano la notte tra il 28 e il 29 dicembre scorso. Inoltre nel corso dell'interrogatorio, davanti ai pm, l'uomo avrebbe anche riferito di aver incontrato la vittima "per caso" sulla banchina della metropolitana di Cimiano, tra le fermate di Crescenzago e Udine, sulla M2, la linea verde. Lì, sempre secondo il racconto dell'uomo, Livoli si sarebbe avvicinata a lui per chiedergli delle sigarette. Per questo i due si sarebbero allontanati insieme dalla metropolitana, in cerca di un tabaccaio dove l'uomo si era offerto di comprarle un pacchetto di sigarette. È così che, girovagando, Velazco e Livoli sarebbero poi giunti nel cortile dove si è consumata la violenza e quindi l'omicidio.
Stando anche alle immagini delle telecamere di sorveglianza che durante l'interrogatorio hanno giocato un ruolo fondamentale nel guidare la memoria dell'indagato, prima di allontanarsi dalla stazione, Velazco e Livoli si sono dati la mano. Successivamente, il 57enne si è inginocchiato davanti alla ragazza provando ad abbracciarle le gambe. Come appreso da Fanpage.it, l'uomo avrebbe riferito agli inquirenti di averlo fatto perché "stava iniziando a corteggiarla".
Dopodiché i due sono usciti dalla stazione in cerca di un tabaccaio finché non sono giunti, sembrerebbe per caso, nel cortile dove si è poi consumata la violenza e quindi l'omicidio. A lanciare l'allarme la mattina seguente è stato il custode del palazzo che ha riferito di aver trovato il cadavere della 19enne semi svestito, con evidenti segni di strangolamento sul collo e alcuni indumenti sparsi sul prato.