La storia di Giorgio: “Sono invalido al 100 per cento, ma la pensione non copre nemmeno il mutuo da 490 euro”
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Dal 2018 la sua vita è cambiata. Quattro arresti cardiaci gli impediscono svolgere qualsiasi attività lavorativa. Giorgio, residente a Brenta (Varese) ma che lavorava da trentasei anni tra Svizzera e Italia, si è visto crollare le sue certezze economiche ed emotive. Tutto questo, le sue sofferenze e le sue limitazioni, i suoi timori e le sue angosce, le ha raccontate a Fanpage.it.
"Facevo l'operatore di sabbiatura dei metalli fino al 2018 – esordisce Giorgio a Fanpage.it – ho lavorato trentatré anni in Svizzera e tre anni in Italia". Poi otto anni fa la sua vita è cambiata in un attimo: "Ho scoperto che avevo subito un'operazione al quarto ventricolo del cervello. Ero paralizzato al braccio e alla gamba sinistra". E così lavorare è diventato impossibile: "Non potevo più fare l'operatore. A dire il vero non potevo fare nessun altro lavoro. Se qualcuno vede la mia cartella clinica mi spedisce a casa in un attimo".
Ma quello era solo l'inizio dei suoi problemi: "Quando ho fatto la richiesta per la pensione di invalidità me l'hanno assegnata". La sua è un'inabilità civile riconosciuta al 100%. Il compenso? "343 euro. Ridicolo. Solo il mutuo della casa costa 493 euro". Come riportato dall'Inps, per il 2026 l'importo della pensione di invalidità civile è di 340 euro per chi possiede un reddito inferiore ai ventimila euro. Tale importo può essere incrementato eccezionalmente ai soggetti svantaggiati. La soglia di reddito massima, però, è già di per sé molto bassa, e i soggetti che percepiscono la pensione d'invalidità ordinaria vivono già in condizioni reddituali non agiate. "Ho fatto notare la mia situazione economica ma non sono stato considerato. Come faccio a mangiare? Come faccio a pagare le bollette? Come faccio a vivere?". A queste domande né lui né la moglie riesco a rispondere, perché "una soluzione non c'è. E allora devo scegliere: o pago le bollette o mangio".
Una condizione che non migliora nemmeno con l'impiego della moglie: "Ha lavorato per 29 anni in una fabbrica, che poi ha chiuso, e ora lavora in una casa di riposo". Ma non basta per vivere. Forse nemmeno per sopravvivere. "Devo privarmi di tutto: non esco più di casa, non vado ai ristoranti, per le vie della città o in giro a comprare qualcosa". Giorgio ha una macchina da quasi vent'anni e nemmeno quella può cambiare, ovviamente. Ma la cosa peggiore è che quella macchina, pur volendo, non gli serve: "Non ha senso utilizzarla", perché qualsiasi spostamento, qualsiasi viaggio, anche banalmente il costo della benzina "non posso permettermelo". Poi conclude a Fanpage.it: "L'auto la usa solo mia moglie per andare a lavorare. E io, cerco di non chiedere niente a nessuno. Chiedere agli altri non va bene".