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La passerella ciclopedonale sull’Adda costata 4 milioni è crollata per la quinta volta in meno di due mesi

La passerella sull’Adda a Maccastorna, costata 4 milioni, è crollata 5 volte. Crescono le preoccupazioni dei residenti e del Sindaco di Crotta d’Adda, Sebastiano Baroni, che a Fanpage.it aveva già espresso i propri dubbi sul progetto, parlando di un cantiere “abusivo”.
A cura di Giulia Ghirardi
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La passerella ciclopedonale sull’Adda di Maccastorna (Lodi) dopo il crollo
La passerella ciclopedonale sull’Adda di Maccastorna (Lodi) dopo il crollo

È arrivato anche il quinto crollo della passerella ciclopedonale sull'Adda di Maccastorna (Lodi), finanziata con 4 milioni di euro nell'ambito della Ciclovia VenTo. L'ultimo cedimento, a circa un mese e mezzo dal primo episodio del 13 febbraio, ha colpito la porzione più vicina al lodigiano, lasciando ormai in piedi una sola campata di quella che doveva essere un'infrastruttura simbolo della mobilità sostenibile.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza la parte rimasta sospesa, mentre proseguono le preoccupazioni espresse dal Sindaco di Crotta d'Adda, Sebastiano Baroni, che a Fanpage.it aveva già espresso i propri dubbi, parlando di un cantiere "abusivo" che avrebbe causato anche "problemi alla mobilità, all'ambiente e ora anche di bonifica". Anche chi vive lungo il fiume è intervenuto sull'accaduto, parlando a Fanpage.it non tanto di un "incidente isolato" quanto piuttosto di un "sintomo più generale di un modo di progettare e spendere che mette a rischio il territorio e l'economia locale".

Nel frattempo, l'area resta sotto sequestro su disposizione della procura di Lodi, intervenuta già dopo il primo cedimento, e i detriti continuano ad accumularsi nell'alveo del fiume: la rimozione è attesa nelle prossime settimane, con un piano affidato – tra le polemiche – alla stessa impresa che ha realizzato la passerella su mandato di Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), un organismo interregionale con bilanci pubblici e competenze strategiche sulla gestione del Po e dei suoi affluenti. Un'agenzia che, tra l'altro, negli ultimi anni è finita al centro di vicende giudiziarie: l'ex direttore Meuccio Berselli è stato arrestato per corruzione e peculato legato all'assegnazione di appalti dell'ente. Secondo l'accusa, le tangenti comprendevano non solo denaro, ma anche casse di champagne e culatelli interi. Nel 2024 Berselli ha poi patteggiato una pena a due anni, ma il fatto rimane un precedente che oggi riaccende alcuni interrogativi sulla gestione e sui controlli interni dell'Agenzia.

Intanto, il caso è approdato anche in Regione con un'interrogazione del consigliere regionale Matteo Piloni (PD) e, parallelamente, alla Corte dei Conti dove l'Onorevole Valentina Barzotti, deputata del Movimento 5 Stelle, ha depositato un esposto per "fare piena luce sui ripetuti crolli della passerella" e denunciare uno "sperpero di denaro pubblico".

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