La Lombardia ha speso 50 milioni per la sanità olimpica, ma l’Alta Valtellina resta senza reparto di pediatria

Ormai è solo questione di ore e poi si accenderà il braciere olimpico allo stadio San Siro di Milano. Dopo anni, mesi e giorni di attesa sarà Milano-Cortina 2026. Con l'inizio delle gare e partite si metterà anche in moto tutta la macchina organizzata: da quella dei volontari (attivi già da giorni) a quella dei medici e sanitari. Ed è proprio quest'ultima che negli ultimi mesi ha richiesto attenzioni e sollevato polemiche tra i residenti soprattutto di Livigno e Bormio. Ma andiamo per ordine.
Per le Olimpiadi in Lombardia in questo ambito sono stati investiti 50 milioni di euro: come confermato da fonti di Fanpage.it, 41 milioni di euro rappresentano la legacy materiale come investimenti in edilizia, attrezzature e materiali sanitari di consumo, mentre i restanti 9 milioni di euro sono la legacy immateriale ovvero il reclutamento del personale sanitario. A coordinare e a gestire la sanità olimpica in regione è l'ospedale Niguarda con Alberto Zoli, Direttore Generale dell'Ospedale Niguarda e Medical Care Manager per Regione Lombardia delle Olimpiadi. Ma quali strutture sanitarie sono state realizzate per le Olimpiadi soprattutto nelle località di montagna di Bormio e Livigno?

In uno schema girato a Fanpage.it si legge l'organizzazione base. La città di Milano può contare sull'ospedale Niguarda, sul Policlinico olimpico e su tutte le "medical station" allestite nei punti in cui si terranno le gare. Quindi all'arena Santa Giulia, allo stadio San Siro (stasera si terrà la cerimonia di apertura), all'Ice park di Rho Fiera e allo Ice Stalking del Forum Assago. Impossibile parlare però di problema sanitario a Milano per queste due settimane: la città oltre a questi punti ad hoc può servirsi di tutti gli altri ospedali, che non sono pochi. Soprattutto se si confronta il numero e la qualità delle strutture sanitarie milanesi con quelle dell'Alta Valtellina o delle altre zone di montagna in cui si terranno le gare olimpiche.
In Alta Valtellina infatti – quindi anche Bormio e Livigno dove si disputeranno soprattutto le gare di sci alpino e sci acrobatico – l'unico ospedale della zona è il Morelli di Sondalo che da Bormio dista 20 minuti in macchina ma che da Livigno dista più di un'ora di strade di montagna con tanto di passi alpini.
Ecco quindi che in questi due paesi olimpici sono stati allestiti due prefabbricati con medici e nuove attrezzature a cui possono accedere solo gli atleti e il personale olimpico. All'interno di queste struttura verranno nel caso effettuate risonanze magnetiche. Ci saranno i medici del Niguarda e altre apparecchiature che finite le Olimpiadi resteranno sul territorio. Ma resta il fatto che, come succede per i residenti nel periodo non a cinque cerchi, a Livigno il trasferimento urgente in ospedale può avvenire solo in elicottero.

A preoccupare però parte dei residenti è l'ospedale Morelli a Sondalo che è l'unico in Alta Valtellina. Da fuori sembra immenso ma non tutti i padiglioni sono utilizzati. Qui infatti manca personale (considerando anche il fatto che non sono molti i medici che fanno domanda per lavorare in zone di montagna) e non ci sono tutti i reparti. Tra quelli che mancano c'è pediatria: i residenti di Bormio nel caso devono raggiungere l'ospedale di Sondrio che sta a circa a un'ora di macchina. Per non parlare quindi dei residenti di Livigno.
Eppure da anni vari Comitati della zona chiedono più investimenti e che si punti sulla sanità del territorio. E invece si sono visti costruire prefabbricati e spendere non pochi soldi per i Giochi, tutto mentre – come spiegano a Fanpage.it sindaci e residenti – il futuro dell'ospedale di Sondalo resta incerto. Ma questa struttura cosa è stato fatto in vista delle Olimpiadi?

In questi mesi pre olimpici i progetti non sono mancati, ma non sono comunque sufficienti per portare alla completa funzione tutta la struttura ospedaliera. Nota positiva è che dallo scorso mese al Morelli ci saranno tutti i giorni e h24 pediatri strutturati grazie anche a una convenzione firmata tra il Morelli e il Niguarda pochi anni fa e che dovrebbe durare anche per i successivi 10 anni. Se sarà così e se cambierà veramente qualcosa bisognerà però attendere cosa accadrà dopo la cerimonia di chiusura di Milano-Cortina prevista per il 22 febbraio.
Intanto i lavori più importanti sono legati alla ristrutturazione del pronto soccorso che è costata un milione e mezzo di euro e altri lavori "strutturali per la realizzazione della terapia intensiva respiratoria". Resta però il fatto che dei 50 milioni stanziati per la sanità olimpica in Lombardia una piccola fetta è stata destinata al Morelli, contando inoltre che lo stato di avanzamento lavori nell'aggiornamento dello scorso novembre non era a buon punto.

A Bormio e a Livigno sono servite le Olimpiadi per investire sulla sanità locale e per avere nuove apparecchiature. E non basteranno. Da una parte le difficoltà sono legate alla geografia del territorio: da Livigno a Sondalo il passo del Foscagno o della Forcola (questo chiuso in inverno) lo devi fare per forza per raggiungere l'ospedale Morelli. Dall'altra non si investe sui medici di base nei paesi dell'Alta Valle e su quelli in ospedale dove i sanitari nei reparti sono pochi. Senza contare che solo da pochi anni ci sono a disposizione tre elicotteri: nel 2021 c'era un solo elicottero adibito al volo notturno e senza un medico.
Insomma, che Livigno a fine Olimpiadi avrà una nuova macchina per la risonanza magnetica fa solo piacere. Ma nei territori di montagna servono ben altre strutture.