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Omicidio di Giulia Tramontano

La consulente dei Tramontano: “La perizia su Impagnatiello non è giusta nei confronti di ha malattie mentali”

Durante l’udienza di oggi, lunedì 10 giugno 2024, nei confronti di Alessandro Impagnatiello, accusato del femminicidio della compagna Giulia Tramontano incinta di sette mesi, la Corte d’Assise di Milano ha disposto la perizia psichiatrica per l’imputato.
A cura di Ilaria Quattrone
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Nella giornata di oggi, lunedì 10 giugno, si è svolta una nuova udienza alla Corte d'Assise di Milano nell'ambito dell'inchiesta sul femminicidio di Giulia Tramontano, per il quale è imputato il compagno Alessandro Impagnatiello.

I giudici hanno disposto una perizia psichiatrica nei confronti dell'ex barman accusato di avere ucciso la 29enne con 37 coltellate mentre era al settimo mese di gravidanza. La Corte si è riservata di nominare i periti e ha rinviato l'udienza al 27 giugno.

Durante l'udienza sono stati ascoltati i consulenti nominati sia dalla difesa di Impagnatiello che dalla famiglia Tramontano. La psicologa Silvana Branciforti, consulente della difesa del trentenne, ha spiegato ai giornalisti che "Impagnatiello funziona bene, dal punto di vista cognitivo è presente, per cui non ha una disfunzione cognitiva o mentale e oltretutto pare che dica che non è pazzo, per cui non ha un distacco, uno scollamento, dal piano di realtà".

Alessandro Impagnatiello al momento dell'arresto
Alessandro Impagnatiello al momento dell'arresto

"Abbiamo detto che il signor Impagnatiello ha un disturbo di personalità di tipo paranoide e ossessivo. Abbiamo spiegato che a un certo punto non funzionava più bene, come funzionava prima di cominciare le due relazioni parallele. Quando si sono insinuati i disturbi di personalità, quindi è incominciato il mare di bugie che lui ha detto", ha proseguito la dottoressa.

L'avvocata che difende l'imputata, Samanta Barbaglia, ha quindi spiegato: "La problematica è un po' a monte. Se questi tratti particolari, ossessivi, compulsivi e narcisistici hanno avuto un ruolo in quello che è successo".

Di parere opposto i consulenti nominati dalla famiglia di Giulia Tramontano, difesa invece dall'avvocato Giovanni Cacciapuoti: "Ogni volta che ci troviamo di fronte a un crimine efferato, feroce, distruttivo che cosa facciamo? Utilizziamo un meccanismo di difesa dell'Io: ‘No, non può essere vero. E allora chi lo ha commesso deve essere affetto da malattia mentale'. E questo io non lo tollero proprio perché essendo psichiatra, mi occupo di malattia mentale e non è giusto nei confronti dei pazienti psichiatrici", ha detto la psichiatra Diana Galletta

"Nel caso del signor Impagnatiello, non abbiamo riscontrato assolutamente un disturbo di personalità paranoide, non abbiamo riscontrato tantomeno un disturbo di personalità borderline, sostanzialmente c'è qualche tratto ossessivo e narcisistico", ha proseguito.

Giulia Tramontano
Giulia Tramontano

Dello stesso parere il collega Salvatore De Feo: "Narcisista vuol dire persona che ha un carattere narcisistico, non che ha una patologia. Ha ucciso perché aveva deciso di uccidere e quindi poi lucidamente, coscientemente, ha ucciso".

Alla luce delle testimonianze dei consulenti, la Corte ha deciso di disporre una perizia psichiatrica super partes. "La perizia è stata disposta d'ufficio dalla Corte d'Assise. I consulenti comunque sono di pareri contrastanti. Va nominato un perito. Non stiamo parlando di capacità di intendere e volere. Anche lui vorrebbe avere risposte un po' più chiare rispetto a quello che è successo", ha detto l'altra legale che assiste Impagnatiello, Giulia Geradini.

"È un soggetto che si è reso responsabile di questo gesto bieco che ben conoscete dell'assassinio di Giulia Tramontano e del proprio bambino, in maniera lucida e perfettamente coerente a se stesso. Non era mantenuto da Giulia. Giulia contribuiva in maniera significativa e se Giulia fosse andata via, la corresponsione del canone di locazione sarebbe caduta integralmente sulla persona di Impagnatiello come tutte le altre spese quindi c'è una ratio molto logica", ha invece affermato l'avvocato della famiglia Tramontano, Giovanni Cacciapuoti.

"Ritengo giustissima la scelta che noi ci aspettiamo dalla prima ora della nomina di un collegio peritale perché questa non è una causa dinanzi a un giudice di pace e le eventuali sanzioni sono importanti. Se un soggetto effettivamente ha commesso qualcosa ed era malato in quel momento, il carcere non è il suo posto. Solo che gli atti processuali gridano la consapevolezza estrema del signor Impagnatiello che si è reso protagonista di questo film dell'orrore e adesso nel corso dell'istruttoria abbiamo però realizzato le sue pessime doti recitative", ha concluso.

Nel frattempo la madre di Giulia Tramontano, Loredana Femiano, in un'intervista al Tg1 ha detto: "Ogni udienza del processo per me è un giorno cupo più degli altri. Sento parlare di lei, del piccolo, di quanto lei lo desiderasse, di quanto è stata una leonessa ad affrontare tutto da sola. In genere sono i genitori che danno lezioni di vita ai propri figli, ma in questo Giulia ha insegnato a me tantissimo e forse al mondo intero".

Ha poi precisato che il processo e la sentenza "non mi ridaranno Giulia e non mi faranno incontrare Thiago ma io mi faccio forza perché ora tutti sapete chi era Giulia, anzi chi è Giulia".

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