In Lombardia i ragazzi delle superiori potrebbero tornare (parzialmente) in classe da lunedì prossimo, ma non prima. Lo hanno spiegato il prefetto di Milano Renato Saccone e la direttrice dell'Ufficio scolastico regionale Augusta Celada in una lettera inviata al presidente del Tar della Lombardia. Sarebbero questi i "tempi minimi insopprimibili" per dare attuazione al decreto con cui il Tribunale ha sospeso l'ordinanza regionale che prolungava la didattica a distanza al 100 per cento.

"Per garantire il rientro a scuola in sicurezza degli studenti delle scuole superiori – si legge nella lettera – tanto il mondo scolastico quanto il sistema del trasporto pubblico locale necessitano di tempi organizzativi minimi". E dunque  "si è convenuto sulla ragionevole necessita', anche ai fini dell'omogeneita' territoriale, che al Decreto de quo venga data attuazione a decorrere dal prossimo lunedi' 18 gennaio

Il Tribunale amministrativo regionale ieri ha accolto il ricorso del comitato “A Scuola”, composto da un gruppo di genitori e studenti, che chiedeva la sospensione dell’ordinanza di Regione Lombardia che prolungava la didattica a distanza fino al 25 gennaio. La Regione in una nota ha fatto sapere che valuterà un ricorso perché "i riferimenti normativi che hanno orientato il giudice non hanno tenuto conto del fatto che i territori possano adottare misure più restrittive di quelle previste dai vari Dpcm”.

Da lunedì quindi in regione potrebbero riaprire le scuole superiori, ma solo se non scatterà la zona rossa che potrebbe essere decisa alla fine di questa settimana. Il tema della scuola è tato oggetto di un confronto questa mattina tra il presidente della Regione Attilio Fontana e il prefetto Saccone, al quale ha partecipato anche il neo vicepresidente e assessore regionale al Welfare, Letizia Moratti. I vertici regionale avevano chiesto al Prefetto chiarimenti sui tempi tecnici per la riapertura, confermando la volontà di dare attuazione alla sentenza del Tar.