La Regione Lombardia fa fatica a reperire i vaccini, ma a quanto pare le strutture private no. Da qualche giorno, sul sito dell'Istituto Auxologico Italiano appare un annuncio: "Prenota il vaccino online". Un avviso che arriva dopo la notizia che la nona gara indetta proprio da Regione Lombardia per la fornitura dei vaccini è andata deserta, mentre si attende l'esito della decima. Tra ritardi e polemiche, la corsa ai vaccini continua con un dubbio: le dosi basteranno per tutti?

Vaccino a 50 euro, ma è boom di richieste all'Istituto Auxologico

Sulle categorie a rischio la Regione prova a essere rassicurante mentre sui cittadini ordinari scarica la responsabilità al governo nazionale. In ogni caso i medici e i farmacisti continuano a essere preoccupati e arrabbiati. Il clima di incertezza si riflette quindi nella scelta da parte di molti cittadini di rivolgersi al privato, che attualmente sembrerebbe essere l'unico a garantire la possibilità di vaccinarsi. Proprio l'Istituto Auxologico Italiano ha predisposto un servizio vaccinale per tutti quegli utenti per i quali non è prevista la copertura gratuita. "Le prenotazioni online sono state aperte venerdì e in poche ore sono state saturate le disponibilità. Le prenotazioni quindi sono state sospese nell'attesa di una riprogrammazione", fanno sapere dall'Istituto a Fanpage.it. Il vaccino è stato importato dall'estero "previa autorizzazione rilascita all'Aifa". E relativamente al costo di 50 euro a persona, l'Auxologico sostiene che il prezzo è dovuto al fatto che "rispetto all'anno precedente il vaccino, che non è un prodotto esattamente identico alle formulazioni precedenti, in questo momento ha un costo di approvvigionamento che è aumentato da 2 a 3,5 volte rispetto all'anno precedente".

L'interrogazione al Consiglio regionale

Intanto la pubblica amministrazione ha bandito una serie di gare, che però hanno portato a un nulla di fatto. Le prime sono andate a vuoto per i motivi più disparati: contrasti sul prezzo dei vaccini, numeri delle dosi insufficienti, vaccini per i bambini ma non per gli adulti, fino all'ultima andata deserta perché nessuno sembrerebbe essere in grado di soddisfare le richieste. La gestione dei vaccini preoccupa. A sferrare duri attacchi è soprattutto il Partito democratico lombardo, che sul tema vede in prima linea la consigliera Carmela Rozza, la quale già da quest'estate sostiene che "le dosi non basteranno per tutti". Tesi che sembrerebbe essere avvalorata da uno studio della Fondazione Gimbe, secondo la quale in Lombardia le dosi che dovrebbero essere aggiudicate copriranno appena il 66,3 per cento della popolazione interessata.

Non solo. Secondo una circolare della Direzione Welfare ci sarà la copertura per gli over 60 solo se avanzeranno le dosi tra gli over 65. La fascia di età 60-64 anni, categoria che secondo le direttive del ministero della Salute dovrebbe essere inserita nella lista di quelle a rischio, potrebbe restare scoperta. Intanto la consigliera Rozza ha depositato un'interrogazione all'assessore Gallera per chiedere come facciano i privati ad avere i vaccini che la Regione ancora non ha e se sia adeguato il prezzo con cui viene proposto.

Nelle farmacie mancano le dosi

Al dibattito politico si aggiungono le preoccupazioni di medici e farmacisti. Da mesi è stato più volte sottolineato quanto possa essere importante vaccinarsi quest'anno. Non solo perché i sintomi influenzali sono molto simili a quelli del Covid-19, ma soprattutto perché questo eviterebbe un sovraffollamento negli ospedali e nei pronto soccorso. Anche l'ordine dei medici di Milano, per esempio, sostiene che le dosi non saranno sufficienti per tutti coloro che appartengono alle categorie a rischio e che quindi la Regione avrebbe dovuto muoversi in anticipo e non aspettare l'ultimo momento. Preoccupazione condivisa anche dai farmacisti: nei negozi mancano le dosi e non è ancora chiaro se e quando queste arriveranno.