In Lombardia ieri sono morte per Covid 13 persone. Ognuna di loro ha un nome, una storia, e una famiglia in lacrime dietro di sé, e questa è la premessa innegabile che si ripete da quando, nel febbraio 2020, l'Italia iniziò a fare i conti col Coronavirus e col dolore da esso arrecato. Ma per chi cerca di leggere l'andamento della pandemia attraverso i dati, quello di ieri in Lombardia può essere interpretato come un segnale positivo: è il dato più basso da quasi sette mesi, da quando a ottobre entrò nel vivo la seconda ondata del virus, che poi a febbraio avrebbe ripreso forza trasformandosi per alcuni in una terza ondata. Il 23 ottobre in Lombardia si registrarono 7 morti: poi ci si "abituò", parola orribile ma che purtroppo è diventata realtà, a contare decine e decine di vittime ogni giorno. Ieri, finalmente, un dato che si inserisce in un contesto incoraggiante: la scorsa settimana (2-8 maggio) i morti per Covid-19 in Lombardia erano stati 227. In questa settimana, che ancora deve finire, sono stati finora 135, inclusi i 13 di ieri.

Bisogna accelerare con le vaccinazioni

Al netto del dato giornaliero (poco indicativo, perché come noto alcuni decessi vengono registrati con ritardo), se la tendenza dovesse ripetersi, come ci si augura, anche nei prossimi giorni, per la Lombardia non potrebbe che essere una buona notizia. Dal momento che il virus, seppur con numeri più ridotti, continua a circolare, significa che finalmente i vaccini stanno producendo il loro effetto: e cioè che diminuiscono le conseguenze gravi causate dal virus. Una notizia che ha già trovato conferma in alcune fasce di popolazione già immunizzate (come gli ospiti delle Rsa) e anche nel dato relativo ai ricoveri: sono sempre meno le persone infettate dal Covid e ricoverate negli ospedali lombardi, anche nelle terapie intensive (tornate finalmente dopo mesi sotto la soglia di guardia). Sembra dunque prioritario accelerare ancora di più sul fronte della campagna vaccinale: la Lombardia è la seconda regione italiana per percentuale di popolazione vaccinata (tra prima e seconda dose), ma è anche la più popolosa: sono ancora tante le persone da mettere in sicurezza, e la speranza è che il governo possa garantire un adeguato numero di vaccini per far tornare a correre le somministrazioni giornaliere. Dopo i record fatti registrare tra fine aprile e inizio maggio, con oltre 100mila dosi somministrate in un giorno, da settimane ormai la Lombardia si è attestata su circa 85mila vaccinazioni giornaliere. Un numero comunque elevato, ma che non garantirà di coprire con la prima dose entro il 18 luglio tutti i cittadini "vaccinabili", così come era stato prospettato dal piano della Regione.