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Neanche il tempo di riaprire il cinema a Milano che tutto era già esaurito. Il via libera alla ripresa delle proiezioni arriva nel primo giorno da zona gialla in Lombardia e alla prime ore dell'alba quando negli Stati Uniti è in corso la cerimonia degli Oscar. I milanesi si sono fatti trovare pronti presentandosi al cinema Beltrade di Milano ancora prima delle 6, orario di inizio della proiezione del film "Caro diario" di Nanni Moretti. Così sarà per tutta la giornata quando si alterneranno proiezioni fino alle 21.30. "Stamattina la prima persona che si è presentata fuori dal cinema – spiega a Fanpage.it Paola Corti, una delle responsabili – è arrivata alle 5.20 poi si è formata una lunga coda sempre, sia chiaro però, rispettando il distanziamento e le norme anti Covid. In sala ora ci sono 72 persone, il massimo dei posti che potevamo mettere a disposizione su un massimo di 200 poltrone". Il cinema Beltrade, così come per altri cinema della città, riparte dopo che è rimasto chiuso dallo scorso 24 ottobre: "Alcuni nostri colleghi sono ancora chiusi perché non è facile organizzare una riapertura in poco tempo – continua Paola Corti -. Eppure la presenza di così tanta gente oggi è segno che le persone vogliono tornare alla libertà, che i milanesi hanno ancora voglia di vedere un bel film".

I milanesi: Stanchi di vedere film su Netflix

Davanti al cinema Beltrade c'è chi è arrivato a piedi, in bici, o con altri mezzi propri dal momento che la metro non era ancora in funzione. C'erano persone come Federica, bancaria che ha voluto vedere un film prima di andare a lavorare. Appassionati come Andrea, che abita a Magenta, nel Milanese, è che per essere in fila stamattina si è fatto ospitare da amici per la notte. "Sono qua per festeggiare il ritorno nella fascia gialla – racconta all'agenzia stampa Ansa -. Ero stanco di vedere film su Netflix". E ancora: "Siamo qua per festeggiare la riapertura – dicono anche Maria Grazia e William -. Avevamo scoperto questo cinema poco prima della pandemia". La riapertura arriva dopo mesi in cui la pandemia ha dettato legge sacrificando la cultura, ovvero luoghi come cinema e teatro: "Alle 6 del mattino – aggiunge a Lapresse Monica Nardi, un'altra responsabile – perché avevamo promesso ai nostro spettatori di aprire il prima possibile. Dallo scherzo poi lo abbiamo fatto veramente. Non ci aspettavamo di avere il tutto esaurito alle 6. Le persone avevano voglia di rivedere un film in sala". Intanto il cinema in questi mesi ha lavorato con altri cinema indipendenti e costruito la piattaforma 1985.cloud. Ora la speranza è un ritorno piano piano alla normalità.