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Tram deragliato a Milano

“Il tranviere del tram deragliato al telefono fino a 12 secondi prima dell’impatto”: le analisi della Procura

Per le prime analisi della Procura sul cellulare del tranviere del tram deragliato a Milano, l’uomo sarebbe stato al telefono fino a 12 secondi prima dell’impatto.
A cura di Ilaria Quattrone
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Le prime analisi sul cellulare di Pietro Montemurro, richieste dalla Procura di Milano, mostrerebbero che il tranviere, che era alla guida del tram 9 che il 27 febbraio scorso è deragliato e finito contro un edificio tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto a Milano, sarebbe stato al telefono fino a 12 secondi prima dell'impatto. Non è chiaro se avesse il cellulare all'orecchio, se fosse in vivavoce o con gli auricolari. Ora, questi risultati vanno confrontati con l'analisi della scatola nera. Gli inquirenti, infatti, stanno cercando di collocare esattamente l'ultimo contatto telefonico del conducente avvenuto quel giorno. Sì, perché come raccontato dall'uomo stesso, che attualmente indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose, prima dell'incidente avrebbe contattato un collega per raccontargli di aver subito un infortunio.

Durante le operazioni di discesa dalla rampa di un passeggero in carrozzina, avrebbe preso una botta al piede. E questo sarebbe stato proprio l'oggetto della sua conversazione con il collega, a cui aveva dato il cambio, con cui sarebbe rimasto al telefono per tre minuti e quaranta secondi. Per le analisi della difesa, invece, l'uomo sarebbe stato al telefono sei minuti prima dell'impatto: gli avvocati escludono che l'uomo stesse usando il cellulare al momento dell'incidente. Ricordiamolo: nell'impatto del 27 febbraio, avvenuto alle 16.11, sono morti il 59enne Ferdinando Favia e il 49enne Okon Johnson Lucky. Oltre cinquanta persone sono rimaste ferite. Le ipotesi al momento continuano a essere due: la distrazione e il malore.

Al momento sembrerebbe che il conducente abbia regolarmente fermato la marcia alle fermate precedenti. L'unica saltata sarebbe proprio quella di via Vittorio Veneto. Inoltre, sembrerebbe che il collega del tranviere non abbia ricevuto un saluto di risposta al suo quando ha chiuso la telefonata. È possibile quindi, che l'uomo abbia avuto il mancamento di cui ha parlato agli investigatori subito dopo l'incidente. 

Per capire bene cosa è accaduto, proseguono le indagini della Procura che coordina gli agenti del nucleo radiomobile della polizia locale. Nella giornata di ieri, giovedì 19 marzo, i carabinieri del Nucleo Ispettorato lavoro si sono presentati nella sede dell'Azienda trasporti milanesi con un ordine di esibizione atti. Sono stati chiesti ulteriori atti tecnici sul Tramlink, la documentazione lavorativa sul tranviere e le circolari e le regole interne di Atm per l'uso dei telefoni in cabina.

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