Il terzo complice dell’omicidio Muttoni è stato condannato a 5 anni e 8 mesi per il suo ruolo nella rapina

Alessandro Alfì – il ragazzo di 22 anni che lo scorso agosto era stato arrestato con l'accusa di concorso in rapina aggravata per il colpo del 7 marzo ai danni di Luciano Muttoni, terminato con l'omicidio dell'affittacamere 58enne – ha chiuso questa mattina, venerdì 13 marzo, il suo percorso giudiziario davanti al giudice dell'udienza preliminare. L'imputato, che si trovava già in carcere, è stato condannato a 5 anni e 8 mesi di reclusione con il rito abbreviato. La pm Carmen Santoro aveva chiesto una pena di 6 anni e 2 mesi.
Dall'arresto alla condanna
Alfì, originario di Terno d'Isola (Bergamo), è stato arrestato lo scorso 30 agosto con l'accusa di concorso in rapina aggravata e non di omicidio. Stando a quanto ricostruito dalle indagini, infatti, il ragazzo avrebbe fornito "soltanto" supporto logistico a Carmine De Simone e Mario Vetere – entrambi a processo per omicidio che oggi rischiano l'ergastolo – per il colpo del 7 marzo che ha poi portato alla morte di Luciano Muttoni.
Nello specifico, il 22enne avrebbe fatto conoscere i due giovani, già in carcere dal 10 marzo, come dimostrerebbe un messaggio in cui scriveva: "A posto, il soldato l'ho trovato". Successivamente, Alfì li avrebbe accompagnati dalla stazione di Terno d'Isola fino sul luogo della rapina, l'abitazione della vittima, con la propria auto. È lì che Muttoni fu picchiato brutalmente e lasciato in fin di vita, mentre i rapinatori portarono via pochi soldi e la sua Volkswagen Golf. Dopo il delitto, il 22enne li avrebbe poi incontrati nuovamente vicino al cimitero di Solza, restituendo loro gli zaini con il cambio di vestiti.
Alfì è stato, inoltre, condannato per una precedente rapina commessa il 17 febbraio a Ponte San Pietro insieme a De Simone. In quell'occasione la vittima fu un automobilista: i rapinatori portarono via l'automobile, il cellulare, il bancomat, prelevando 250 euro.