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Necessario fare chiusure circoscritte e aumentare la didattica a distanza: a dirlo in un'intervista al quotidiano "La Stampa" è il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori. In Lombardia i contagi da Covid-19 aumentano e fanno paura. Ieri, 15 ottobre, si sono registrati più di duemila positivi. La città di Bergamo si è fermata a 71: un numero piuttosto circoscritto rispetto alla scorsa primavera, ma che comunque va tenuto sotto controllo.

Gori: Bergamaschi più attenti dopo esperienza traumatica di sette mesi fa

Rispetto a sette mesi fa, quando la pandemia era al suo apice, la città di Bergamo assiste a una lenta avanzata del virus: "Questo perché da noi, e così a Brescia e Lodi, il virus incontra una popolazione che, circa per il 30 per cento, è già stata colpita e ha sviluppato degli anticorpi che credo rallentino la sua diffusione". A questo si aggiunge anche una maggiore attenzione da parte di chi, come i bergamaschi, hanno vissuto momenti drammatici che difficilmente dimenticheranno: "Dopo l'esperienza traumatica che abbiamo fatto, i bergamaschi sono più attenti: se si gira per la città non si trova una persona che non indossi la mascherina in modo corretto. Qui abbiamo imparato la lezione". Anche per Gori, la capienza dei mezzi pubblici andrebbe rivista. Nella città di Bergamo le corse sono aumentate del 20 per cento, ma per diminuire il numero dei passeggeri sarebbe necessario acquistare altri mezzi. Per quanto riguarda la scuola invece il sindaco crede "che si debba incrementare la didattica a distanza". Secondo il sindaco, nel caso in cui la curva dei contagi dovesse impennarsi andrebbero valutate chiusure circoscritte: "Non sono un virologo ma varrebbe la pena essere più prudenti e fare chiusure selettive per evitare a tutti i costi un nuovo lockdown, evitare di chiudere le scuole e fermare le attività di lavoro".