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Giulio Gallera a Fanpage.it: “Fratelli d’Italia è troppo ideologico, la carriera alias è una cosa seria”

La mozione di Fratelli d’Italia contro le carriere alias nelle scuole è stata bocciata dalla Regione Lombardia. Il consigliere di Forza Italia, Giulio Gallera, ha spiegato a Fanpage.it perché anche lui ha votato contro: “Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi a valutare le persone per il loro talento, non per l’orientamento”.
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A cura di Enrico Spaccini
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Giulio Gallera, consigliere Regione Lombardia - Forza Italia (foto da LaPresse)
Giulio Gallera, consigliere Regione Lombardia – Forza Italia (foto da LaPresse)

La discussione è durata due ore, ma alla fine il Consiglio regionale lombardo ha bocciato la mozione di Fratelli d'Italia contro le carriere alias nelle scuole. Nonostante i 35 voti favorevoli, l'aula non è riuscita a raggiungere il quorum della maggioranza, con 33 voti contrari (tra i quali alcuni esponenti di centrodestra) e 4 astenuti. Così, il testo che vedeva come primo firmatario il consigliere Giacomo Zamperini e che richiedeva un censimento sulle scuole che in Lombardia applicano la carriera alias, non è passata.

Quello che è accaduto ieri, 10 ottobre, a Palazzo Pirelli ha fatto esultare l'opposizione. Durante la discussione del testo in aula si è anche ritrovata ad applaudire all'intervento di Giulio Gallera, consigliere per Forza Italia e tra i consiglieri di maggioranza che hanno votato contro la mozione: "Una società liberale si deve fondare sul rispetto nei confronti di ogni persona, dobbiamo tutelare chi vive un momento di sconvolgimento interiore e di transizione", ha affermato in un'intervista a Fanpage.it, "la carriera alias è una cosa seria e può aiutare le persone a sentirsi accettate".

Perché ha deciso di votare contro la mozione presentata da Fratelli d'Italia?

Una società liberale come la nostra si deve fondare sul rispetto nei confronti di ogni persona, a prescindere dal proprio orientamento politico, religioso, sessuale e affettivo. Questo, però, deve essere trasmesso prima di tutto all'interno delle scuole. Dobbiamo insegnare ai nostri ragazzi a valutare e giudicare le persone che fanno parte della comunità per le loro qualità e talenti, non per il fatto che hanno un'idea politica diversa dalla tua o magari i capelli tinti di verde o le unghie smaltate.

In questo senso, le istituzioni devono aiutare soprattutto le persone più fragili, quelle che sono in maggiore difficoltà a tirar fuori il proprio talento, quindi insegnare ad alcuni rispetto per tutti e consentire a ciascuno di potersi manifestare nel modo migliore.

In che modo la carriera alias può aiutare in questo senso?

Nelle scuole le persone che possono avere delle maggiori fragilità sono, per esempio, coloro che vivono un momento di grande sconvolgimento interiore per il fatto di non riconoscersi nel proprio corpo. Non è che uno si sveglia la mattina e si sente di vestirsi in modo diverso. La carriera alias viene fatta con una richiesta dei genitori, se minorenni, in molti casi viene corroborata da una documentazione fatta da uno psicologo o un psicoterapeuta che abbia accertato un percorso di transizione serio.

Quindi se la carriera alias può aiutare, le istituzioni devono riconoscere questi soggetti e invitare tutti a rispettarli, ad aiutarli e a valutarli per quello che hanno dentro e a sentirsi accettati.

Per un discorso simile ha ricevuto applausi in aula da parte dell'opposizione. La divisione nella maggioranza, però, è apparsa evidente soprattutto in fase di votazione. Avete già affrontato il tema?

Ho parlato con alcuni singolarmente e mi sembra che ci fosse da parte di più di una persona perplessità rispetto a questa azione un po' a gamba tesa, molto ideologica, da parte del gruppo di Fratelli d'Italia che non è stata condivisa da molti. Perplessità che, non a caso, nel voto si sono espresse.

Il consigliere Zamperini ha assicurato che non mollerà.

L'istituzione Regione che decide come muoversi su questo tema ha un peso e un valore. Il fatto che un singolo consigliere, o un partito, decida di chiedere informazioni alle scuole è un'attività legittima, ma evidentemente non un impegno dell'istituzione, altrimenti sarebbe stato molto più inopportuno e grave.

Quindi sarà solo un'iniziativa personale.

Certo. Non avendo trovato il consenso della maggioranza dei consiglieri, non sarà la Regione ad agire in una richiesta che presuppone un orientamento preciso.

L'esito di questa votazione potrebbe rappresentare una svolta sul tema dei diritti civili in Lombardia?

Questi sono temi molto delicati e complessi, per i quali secondo me la politica l'approccio ideologico dovrebbero stare quattro passi indietro. Molte volte, però, non è così, da entrambe le parti. Da liberale sogno istituzioni che non vogliono imporre un modello, né in un senso né in un altro, ma che provano a costruire una società in cui non ci si giudica, si rispettano gli altri.

La tolleranza è un valore per tutti, anche per coloro che non la pensano come te anche su questi temi. Il fatto che il Consiglio regionale non abbia assunto una posizione di parte, spero che porti tutti ad affrontare queste questioni con minor approccio da tifo da stadio, ma liberale.

Solo pochi mesi fa lei ha votato contro la concessione del patrocinio al Milano Pride 2023.

Il Pride è diventata una manifestazione di una parte di una comunità che decide di esibirsi in modo anche molto ostentato. Secondo me lì le istituzioni non devono essere presenti. Il voler per forza le istituzioni in una manifestazione che vuole essere un po' sopra le righe, un po' di rottura, senza giudicare se questo sia giusto o sbagliato, secondo me non è corretto.

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