18 Giugno 2022
7:30

Giorgio Medaglia, il 34enne trovato annegato nell’Adda: i dubbi ancora da sciogliere

Il gip del Tribunale di Lodi ha respinto la richiesta di archiviazione per il caso di Giorgio Medaglia, il 34enne trovato morto nell’Adda nel 2020: “Noi cercheremo di fare tutte le indagini del caso. Abbiamo piena fiducia in chi fa le indagini, ma è importante che siano esclusi tutti i dubbi”, afferma a Fanpage.it Biagio Fabrizio Carillo, Colonnello dei Carabinieri in congedo dal 2020, criminologo investigativo e adesso consulente di parte della famiglia di Giorgio Medaglia.
A cura di Ilaria Quattrone

Non è ancora chiuso il caso sulla morte di Giorgio Medaglia, l'uomo di 34 anni originario di Lodi e trovato morto nel luglio del 2020 nelle acque del fiume Adda. Il giudice per le indagini preliminari, Francesco Salerno, si è infatti opposto alla richiesta di archiviazione presentata dalla Procura. Il gip ha infatti disposto dei nuovi accertamenti sul caso. All'epoca dei fatti era stato infatti aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio.

Adesso, con la decisione del giudice sarà possibile svolgere ulteriori indagini per capire cosa accadde realmente tra la fine di giugno 2020 – quando Giorgio sparì – e il 3 luglio 2020 quando il corpo fu ritrovato. La madre del 34enne, Ombretta Meriggi, difesa dall'avvocato Lorenza Cauzzi, ha sempre creduto che il figlio non si fosse suicidato: "Noi cercheremo di fare tutte le indagini del caso. Abbiamo piena fiducia in chi fa le indagini, ma è importante che siano esclusi tutti i dubbi", afferma a Fanpage.it Biagio Fabrizio Carillo, Colonnello dei Carabinieri in congedo dal 2020, criminologo investigativo e adesso consulente di parte della famiglia di Giorgio Medaglia.

Quali sono gli elementi da approfondire secondo Lei?

Sicuramente bisogna ragionare su quelli che sono gli esiti della consulenza tecnico medico-legale. Questi ci dicono che il povero Giorgio Medaglia è morto a seguito di una asfissia acuta da annegamento. Le cause del decesso non sono riconducibili a delle patologie pregresse e quindi per morte naturale, ma dovuta a due ipotesi: il gesto suicida o l'incidente. Escludiamo un omicidio volontario anche perché l'autopsia ha confermato che il cadavere non presentava colpi traumatici.

Nel sangue di Giorgio sono stati trovati livelli alti di alcol, è corretto?

Sì, il corpo a seguito degli esami fatti presentava un tasso alcolico di 1,23 grammi al litro che in una persona non abituata a bere, come lo era Giorgio, ha un impatto maggiore rispetto a una persona che invece lo è. Già in questi ultimi, lo stato di ubriachezza che si crea comporta una difficoltà nel coordinamento motorio.

Il motorino di Giorgio è stato trovato in un luogo lontano rispetto a dove è stato trovato il cadavere: ci si chiede quindi come in un caso come quello di Giorgio, che ricordiamo essere astemio, si sia potuto fare un tragitto di strada così lungo.

Con chi era Giorgio Medaglia al momento della scomparsa?

Bisogna capirlo. L’altro elemento interessante è che lui – uscito da casa con dei bermuda – è stato trovato con dei pantaloncini ginnici di tessuto sintetico rosso che non erano suoi: chi glieli ha dati? È difficile pensare che si sia cambiato per strada. Probabilmente lui o si è sentito male o ha vomitato o era a casa di qualcuno e quel qualcuno glieli ha prestati.

Quali sono stati gli spostamenti di Giorgio quella sera?

Lui è uscito da casa sobrio, ma senza il cellulare. Sembrerebbe essere uscito alle 21.30, ma sull'orario bisogna fare ulteriori accertamenti. Quando è uscito era senza il suo cellulare, ma ne aveva un altro senza scheda. A chi doveva dare questo telefono? Con sé aveva anche le chiavi di casa.

Ha poi ricevuto la telefonata di un amico alle 20.41: una telefonata che andrebbe approfondita. Che significato aveva? Preludeva a un incontro? Si doveva vedere con qualcuno? Questa persona aveva un appuntamento con Giorgio?

Ci sono elementi che possono far pensare che Giorgio abbia compiuto un gesto estremo?

Nel suicidio siamo sempre in presenza di uno stato depressivo che in qualche modo colpisce la persona nelle componenti sia fisiche che psichiche. Tutto lo slancio vitale ne esce afflitto. Giorgio sembrerebbe avere avuto un buon gruppo di amici, frequentava una palestra, era un ragazzone, non era ripiegato su di sé, aveva delle relazioni e dei progetti di vita: come la vacanza con la madre. Per questo siamo un po’ perplessi sull’ipotesi di un suicidio: non sono state trovate lettere o biglietti.

Quali sono quindi gli elementi che andrebbero approfonditi?

Le testimonianze che dovrebbero essere riviste approfondendo i tabulati. La possibilità di fare un esame del Dna sui caschi: quello di Giorgio e l'altro che non sarebbe suo. Potrebbero esserci residui di peli, capelli, impronte digitali. Capire quando è uscito di casa con chi si doveva vedere, dove doveva andare e con chi si è visto. Bisognerebbe fare anche un monitoraggio più approfondito sui suoi telefoni perché pare che nell’altro telefono con cui lui è uscito, la memoria dei contatti non sia stata reperita.

C'è anche la testimonianza di un titolare di un'attività commerciale che conosceva Giorgio e che lo avrebbe incrociato alle 22.30 della sera della scomparsa. Si potrebbe rifare il percorso che avrebbe fatto Giorgio e simularlo. Si potrebbe capire se ha utilizzato carte di credito o tessere anche nei giorni precedenti. E poi chi gli ha prestato quei pantaloncini, con chi ha bevuto, con chi si è contrato. Non può avere deciso all'improvviso di suicidarsi. Non c'erano al momento indici caratterizzanti del suicidio. Ci sono degli elementi che ci fanno credere che ci fossero delle persone con lui nella successione dei fatti. Vedremo.

Si potrebbe fare un appello rivolto a chi potrebbe aver visto qualcosa?

Sì, se qualcuno ha visto qualcosa, lo ha incrociato che lo dica. Lanciamo un appello a chiunque sappia di farsi avanti. Il caso è complesso, l’enigma è ancora tutto da snocciolare nelle pieghe meno piane. Noi ci baseremo su quello che il gip ha accolto. Cercheremo di attivare indagini difensive più approfondite. Abbiamo piena fiducia in chi fa le indagini, ma è importante che siano esclusi tutti questi dubbi. Per un ragazzo di 34 anni come Giorgio, sarebbe bello far emergere la verità storica dei fatti.

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