"In oltre duemila autopsie condotte in vita mia, mai avevo visto una cosa simile": a rivelarlo, come riportato dal quotidiano "Il Corriere della Sera", è il patologo Mario Restori che la mattina del 27 gennaio 2020 fece il sopralluogo al parco dei Bersaglieri di Bedizzole, comune in provincia di Brescia, dove venne trovato il cadavere di Francesca Fantoni la donna di 39 anni che fu stuprata e uccisa.

L'uomo aveva confessato di essere stato lui

A essere accusato di omicidio e violenza sessuale è stato Andrea Pavarini, giardiniere di 32 anni, che conosceva la vittima. Proprio Pavarini, durante l'udienza dello scorso marzo, aveva confessato di essere stato lui ad aver ucciso Francesca, ma di non sapere "perché l'ho fatto". L'uomo avrebbe prima violentato la 39enne, per poi ucciderla a calci e pugni e infine abbandonarla in un angolo tra i rovi coperta solo da un piumino nero. Ed è proprio il patologo Restori, chiamato a deporre in aula dal pubblico ministero Marzia Aliatis, a descrivere le condizioni in cui il corpo è stato trovato.

Il patologo: "Volto tumefatto, completamente deformato"

"Un volto tumefatto, completamente deformato", afferma il patologo che ha descritto le ferite e le lacerazioni riscontrate sostenendo di non aver mai visto una cosa simile "in oltre duemila autopsie condotte in vita mia". A causare la morte della donna fu la frattura dell'osso del collo. Intanto la prossima udienza si svolgerà a maggio durante la quale ci sarà un confronto tra il perito e i consulenti psichiatrici di parte. Proprio il perito – secondo quanto riportato ancora dal Corsera – ha ritenuto l'uomo capace di intendere e di volere. L'uomo avrebbe ucciso la donna mentre lo aspettavano in macchina un bimbo di tre mesi e la compagna che avrebbe testimoniato dicendo: "Mi aveva detto che era andato a cambiare i 50 euro al bar, ma ci ha messo due ore – come si legge anche sul Corriere di Brescia -. Quando è tornato era sporco di sangue ma ho fatto finta di nulla, non ho chiesto. Temevo una sua reazione".