Ventisei positivi al Covid in due settimane su seicento residenti. È la situazione nel piccolo comune di Valgoglio, in Val Seriana, in provincia di Bergamo. Dove il sindaco, Angelo Bosatelli, denuncia di aver ricevuto una risposta negativa dall'Ats alla sua richiesta di fare tamponi a tappeto a tutti i residenti. Con una motivazione che ha dell'incredibile: "Un controllo massivo potrebbe portare all’adozione di misure molto stringenti per l’intero paese".

"Nella giornata di ieri (22 febbraio) ho proposto all’ATS di Bergamo di poter procedere ad effettuare il tampone a tutta la popolazione al fine di verificare quanti potessero essere effettivamente positivi al Covid19. Visto l’altro numero di persone asintomatiche l’idea era di fermare la diffusione del virus mettendo in isolamento tutte le persone effettivamente positive. Attualmente l’ATS ha però sconsigliato l’attuazione di questa strategia in quanto un controllo massivo potrebbe portare all’adozione di misure molto stringenti per l’intero paese e pertanto tale scelta va considerata come ‘scelta estrema'", scrive il primo cittadino in una lettera, dopo aver ricordato che dal giorno 8 febbraio ad oggi 23 febbraio 2021 i casi certificati riguardo le persone positive al Covid sono 26.

"Va inoltre valutata l’incidenza di una eventuale zona rossa sulle attività commerciali e artigianali presenti sul territorio. in genere. Infine, come detto prima, il fatto che non ci siano casi in terapia intensiva non rendono il Comune di Valgoglio, al momento, classificabile in tale zona", spiega ancora il sindaco ai concittadini a cui chiede di rispettare le norme, il distanziamento e l'uso della mascherina con massimo senso civico. Quindi conclude: "Buona giornata e che Dio ci assista".