Non sono bastate le transenne e le forze dell'ordine in assetto antisommossa a frenare l'entusiasmo dei tifosi dell'Inter, che nel pomeriggio di oggi 8 maggio si sono ritrovati davanti allo stadio di San Siro per salutare la loro squadra, laureatasi Campione d'Italia la scorsa domenica con giornate di anticipo. La mini festa scudetto (quella grande dovrebbe essere il 23 maggio), concessa dalla prefettura a fronte di misure di sicurezza più rigide di quelle di domenica scorsa, quando in 30mila sfilarono per le strade e le piazze della città, ha vissuto momenti di relativo ordine fino all'arrivo dell'autobus della squadra. Quando il pullman con i giocatori si è avvicinato a San Siro, in tanti hanno scavalcato le transenne e si sono affollati, tra bandiere, fumogeni e cori, vicino all'autobus. Un assembramento piuttosto prevedibile che è andato avanti finché l'autobus non ha imboccato l'ingresso dello stadio.

L'attesa del pullman della squadra era stata relativamente ordinata

A parte lo scavalcamento delle transenne e l'assembramento non ci sono stati disordini. Dopo che lo stadio Meazza ha "inghiottito" il bus con i calciatori, chiamati alle 18 ad affrontare la Sampdoria in una partita valida solo per le statistiche, i tifosi si sono via via diradati. Il raduno degli ultras era iniziato attorno alle 14 circa, nell'area da 15mila metri quadri che era stata concessa dalla prefettura. Prima dell'arrivo dei calciatori dell'Inter la festa era andata avanti piuttosto tranquillamente, anche se il distanziamento non era stato sempre rispettato e si era visto qualche tifoso con la mascherina abbassata o del tutto sprovvisto dei dispositivi di protezione. Tanti, però, anche i tifosi che si sono goduti il "saluto" ai loro beniamini cercando, per quanto possibile, di rispettare le norme per evitare la diffusione del Coronavirus.