Botta e risposta a distanza tra il capo politico della Lega Matteo Salvini e il sindaco di Milano Beppe Sala, a distanza di qualche ora dagli assembramenti di piazza del Duomo dovuti ai festeggiamenti dei tifosi interisti per la vittoria del diciannovesimo scudetto. L'ex ministro dell'Interno, su Twitter, si è chiesto se "Sala non poteva far entrare 20.000 tifosi in uno stadio che ne contiene 80.000, invece di tacere e scappare? Milano ha ancora un sindaco?". Immediata la risposta del primo cittadino milanese: "No, innanzitutto perché gli stadi son chiusi", ha scritto Sala sui social ricordando a Salvini le direttive del governo di cui anch'egli fa parte in quanto forza di maggioranza. Poi, comunque, anche con la possibilità di ospitare tifosi, Sala ha spiegato al leader della Lega che sarebbe stato difficile far entrare qualche migliaio di persone senza creare gli stessi problemi di piazza Duomo: "Come entrano ed escono 20.000 tifosi senza assembrarsi?". Salvini non ha risposto.

La vicesindaca risponde a De Chirico: In piazza c'erano i leghisti, non io

Anche la vicesindaca e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo, a cui il consigliere comunale Alessandro De Chirico ha chiesto le dimissioni, si è difesa dalla pioggia di critiche piovutele addosso. "Non è vero che non ci siamo preoccupati di quello che sarebbe potuto succedere ieri. Eravamo pronti sia ieri che eventualmente per la settimana successiva", ha sottolineato in Consiglio comunale. "C'erano 30.000 persone per le strade – ha continuato la vicesindaca – ma non abbiamo avuto scontri. Le forze dell'ordine hanno protetto molti dei contesti dove si realizzavano queste manifestazioni, facendo sì che le persone potessero allontanarsi in modo pacifico". Poi, in risposta a De Chirico: "Io ieri in piazza non c'ero, non sono andata a festeggiare. In piazza c'era la consigliera della Lega Silvia Sardone, il vice ministro della Lega Alessandro Morelli, il consigliere della Lega Massimiliano Bastoni: loro hanno strizzato l'occhio alle tifoserie, non noi".