È scontro tra il segretario della Lega Matteo Salvini e il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Il terreno di gioco è la gestione dei festeggiamenti da parte dei tifosi dell'Inter avvenuti domenica scorsa. Per il leader leghista, il primo cittadino avrebbe potuto consentire ai cittadini di entrare allo stadio San Siro. Una mossa che, secondo l'ex ministro dell'Interno, avrebbe impedito assembramenti e violazioni delle norme anti-contagio. Dal canto suo, Sala risponde affermando: "Gli stadi in Italia sono chiusi. Che assembramenti ci sarebbero stati all'ingresso e all'uscita? E una volta dentro i tifosi sarebbero stati a doverosa distanza? Questa è stata l'ideona di uno che ha il ministro dell'Interno, presunto addetto ai lavori".

Sala: Non si può pensare di impedire ai tifosi di scendere in piazza

Nel video postato su Facebook, il sindaco Sala tenta di difendersi affermando che nei giorni precedenti la partita la Prefettura insieme al Questore avevano valutato diverse misure di contenimento dei tifosi: "Non si può pensare di impedire ai tifosi di scender in piazza. Sarebbe successo in qualunque città. Abbiamo valutato di chiudere Piazza Duomo, ma i rischi superavano i benefici perché le persone si sarebbero riversate in spazi più piccoli e con minori vie di fuga".

Oltre che a Salvini, non sono mancate le critiche ad altri esponenti della Lega. In particolare alla consigliera ed eurodeputata Silvia Sardone anche lei in piazza Duomo per i festeggiamenti: "Come al solito nella critica si è distinta la Lega. Quella che vuole aprire tutto, ma anche quella che aveva in piazza un viceministro e due consiglieri comunali. È una chicca l'intervista della consigliera Sardone che ha affermato di essere lì per lo shopping. Certo, notoriamente si va a fare shopping con la mascherina dell'Inter". Infine il primo cittadino ha invitato tutti i cittadini ad avere comportamenti corretti e rispettare le regole.