Fermi 40 ore per ritardi Ryanair: “A Milano per una visita medica, 3 giorni a Malpensa con un voucher da 4 euro”
Era a Milano per una visita medica, non per divertirsi. E voleva solo tornare a Catania, da dove era partita. Questa volta però le cose non sono andate come previsto. Non ha impiegato 1 ora e mezza per essere a casa, come di consueto per un volo, ma oltre 40 ore. È questa la testimonianza di Mariagrazia, che è rimasta bloccata a Milano dalla sera di martedì 8 settembre fino alla mattina di giovedì 10 settembre. Tre giorni in cui ha "vissuto davvero di tutto" e che ha raccontato a Fanpage.it.
Il volo cancellato
“Ho speso più di 200 euro per viaggiare con mia figlia a Milano. Non avevo altra scelta, dovevo fare una visita medica e non potevo rimandare”. Esordisce così Mariagrazia, che poi continua a Fanpage.it: “Il viaggio di ritorno per Catania era previsto l’8settembre alle 20:45. Noi eravamo lì già dalle 19:30”. Ma quel volo dall’aeroporto di Malpensa non sarebbe mai partito.
“Ci hanno detto semplicemente che il volo era cancellato per problemi metereologici, poi non ci hanno detto più nulla. Nessuna notizia. Nessuna alternativa. – E poi continua – Siamo rimaste fino alle 23 per capire come muoverci. Sapevamo solo che avevamo diritto a un rimborso, ma non c’era né un box dedicato né qualcuno che ci aiutasse, qualcuno del personale, la compagnia dell’aereo. La richesta era solo online. Eravamo in balia di noi stessi”.
I continui spostamenti e il voucher di 4 euro
A quel punto è andata via ed è stata costretta a “trovare una soluzione” da sola, con i propri soldi: “Non ci hanno offerto nemmeno un albergo, e così abbiamo dovuto trovarlo noi”.
Mariagrazia ha anche dovuto cercare una nuova soluzione per partire il giorno dopo, mercoledì 9 settembre: “L’aereo delle 7:45 però era pieno e altre soluzioni costavano 260 euro. L’unico disponibile era quello delle 20:40”. Il giorno dopo le cose sono andate anche peggio: “Quando siamo arrivati al gate abbiamo capito che il volo di mercoledì era stato spostato all’1:30. – Ma era solo l’inizio, racconta a Fanpage.it – Poi è stato spostato all’1:55, e poi ancora alle 2:35”.
Quando finalmente i passeggeri ha fatto tutti i controlli, il check al gate, l’imbarco delle valigie e sono saliti sulla navetta che li avrebbe finalmente portati a Catania è subentrato l’ennesimo problema: “Stavamo salendo sull’aereo, ma il pilota ci ha informato che anche quel volo non sarebbe partito perché la troupe aveva superato il monte massimo di ore lavorative. Psicologicamente era una situazione davvero dura. Per me era un sequestro di persona”.
A quel punto, dopo essere stati postati qua e là per l’aeroporto, su e giù come pedine, “ci hanno detto ancora che il volo era rinviato”. La magra consolazione? “Un voucher di 4 euro. Ridicolo. Avrebbero fatto prima a non inviarlo”.
Il ritorno dopo 40 ore
Alla fine la partenza era prevista per le 8:45 del 10 settembre: “Abbiamo passato la notte lì. C’erano due ragazzi che non potevano permettersi nemmeno un panino e sono rimasti a Malpensa 3 giorni”. Ma anche quel volo avrebbe subito variazioni: “Questa volta ci hanno detto che l’areo non poteva partire per problemi tecnici che dovevano risolvere. Lì siamo insorti. Non era una situazione accettabile”.
A quel punto "il pilota ci ha promesso che alle 10:30 saremmo partiti. Questa volta era vero. Finalmente siamo tornati a casa, distrutti dalle 40 ore d’attesa”. Poi continua: “Abbiamo avuto delle spese importanti e non solo: i soldi per mangiare, l’hotel, due giorni di lavoro persi”. E conclude a Fanpage.it: "Adesso è tutto in mano al mio avvocato. Non chiederò un semplice risarcimento del primo volo, voglio che mi ripaghino di tutte le spese. E la gente deve sapere, deve conoscere quello che ci è successo”.