Fabrizio Corona (Archivio LaPresse)
in foto: Fabrizio Corona (Archivio LaPresse)

Fabrizio Corona resta ai domiciliari. L'udienza in programma oggi davanti al tribunale di sorveglianza di Milano è stata rinviata infatti al prossimo 17 febbraio 2021, come spiegato dal suo avvocato Ivano Chiesa a Fanpage.it. "Fino ad allora resta tutto com'è", ha spiegato il legale dell'ex re dei paparazzi che dunque continuerà a scontare ai domiciliari, almeno fino a febbraio, il cumulo di pena legato alle sue diverse condanne. "A Fabrizio restano da scontare 2 anni e nove mesi", ha chiarito l'avvocato Chiesa: potrebbe tornare libero nel 2023. Il conto include anche gli ormai "famosi" 9 mesi già scontati da Corona in regime di affidamento terapeutico, ma che il tribunale di sorveglianza a metà ottobre ha deciso che devono essere scontati nuovamente per via delle numerose violazioni alle regole imposte dal regime speciale. La vicenda è però ancora oggetto di contenzioso: "Abbiamo presentato ricorso in Cassazione", ha spiegato l'avvocato Chiesa, anche se ancora non si conosce quando la Suprema corte si esprimerà in merito. Se la Cassazione gli darà ragione, a Corona resteranno da scontare due anni.

Il pg ha invitato Corona al rigoroso rispetto delle regole

Il 17 febbraio i giudici del tribunale di sorveglianza, acquisite alcune relazioni mediche e dell'ufficio esecuzione penale esterna mancanti, dovranno decidere se prorogare il "differimento pena" concesso in via provvisoria lo scorso dicembre a Corona, grazie al quale l'ex re dei paparazzi è uscito dal carcere di San Vittore ed è passato prima in una struttura di cura di Monza per curare una sua "patologia psichiatrica" e poi nella sua abitazione milanese. Anche se l'udienza si è tenuta a porte chiuse, stando a quanto riportato dall'agenzia Ansa il sostituto procuratore generale di Milano Antonio Lamanna avrebbe invitato i giudici a ricordare a Corona di attenersi al "rigoroso rispetto delle regole". Un richiamo scaturito anche dall'ultima apparizione in tv dell'ex re dei paparazzi, che è intervenuto in collegamento con Massimo Giletti durante una puntata della trasmissione "Non è l'arena" dedicata al "caso Alberto Genovese", suscitando non poche polemiche per il suo intervento.