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"Sta come stava prima: fisicamente sta meglio, ma psicologicamente – per quanto sia ancora provato – si sta riprendendo. È stata una bruttissima esperienza e lui è ancora molto arrabbiato": a dirlo a Fanpage.it è l'avvocato Ivano Chiesa, legale di Fabrizio Corona che è uscito dal carcere di Monza ed è stato sottoposto nuovamente agli arresti domiciliari. I giudici del Tribunale di Sorveglianza di Milano hanno infatti accolto la richiesta di sospensione del provvedimento con cui lo stesso tribunale aveva revocato la detenzione domiciliare.

Chiesa: Corona non doveva andare in carcere

Il legale a Fanpage.it ha rimarcato ancora una volta che "Corona è tornato a casa perché non doveva andare in carcere. Non hanno cambiato opinione, hanno detto che è stato fatto un errore". E per questo motivo, l'avvocato Chiesa ci tiene a specificare di non aver nulla contro la magistratura: "Onore ai nuovi magistrati e alla loro onestà intellettuale che li ha portati a dire una cosa del genere". Ovviamente non si esclude la possibilità che, l'ex re dei paparazzi, possa tornare nuovamente in carcere: "Adesso bisogna aspettare la Cassazione. I giudici probabilmente confermeranno la decisione o in caso contrario disporranno una perizia. Di fatto però la perizia è stata già fatto e tutti hanno riconosciuto i problemi di Corona".

"Fabrizio paga il suo personaggio"

Quanto successo a Fabrizio Corona porta il suo difensore a sostenere che: "C'è dell'accanimento nei suoi confronti. Il personaggio che lui incarna pesa, ma non deve essere così. Sulla faccenda Corona c'è un altissimo tasso di moralismo, ma questo non deve avere niente a che fare con la giustizia. Nei suoi confronti è stata applicata una misura di prevenzione che si applica ai mafiosi, come se fosse pericoloso. Lui però è solo pericoloso per se stesso". Sicuramente il suo caso ha dato luce a un problema spesso sottovalutato e cioè quello della gestione delle persone con problemi psichici in carcere: "Fabrizio ha dato voce a un problema di cui si parla poco. Quante persone sono in carcere con queste situazioni? Quello che stiamo facendo lo facciamo non solo per noi, anche per gli altri. Se uno ha popolarità, dare voce a chi non ce l'ha".