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Ex ballerina trovata senza vita in casa a Milano, chiesta la scarcerazione per il compagno: “Forse morte naturale”

Hanna Herasimchyk era stata trovata senza vita in casa a Pozzuolo Martesana (Milano) il 13 giugno 2024. Per la sua morte è a processo il compagno, ma secondo la perizia non ci sarebbero prove del fatto che la 46enne sia stata uccisa.
A cura di Enrico Spaccini
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Hanna Herasimchyk
Hanna Herasimchyk

La difesa di Konrad Marek Daniec ha chiesto la sua scarcerazione. Il 44enne sta affrontando in Corte d'Assise a Milano il processo che lo vede imputato per l'omicidio della compagna Hanna Herasimchyk, l'ex ballerina bielorussa trovata senza vita il 13 giugno 2024 nell'appartamento a Pozzuolo Martesana (nella Città Metropolitana di Milano) che i due condividevano. Secondo la perizia disposta dalla Corte e depositata nei giorni scorsi, infatti, non sarebbe possibile affermare con certezza che la 46enne sia stata strangolata da una persona o se sia morta per soffocamento.

A chiamare i soccorsi quella notte di giugno di due anni fa era stato proprio Daniec. L'autotrasportatore, di origine polacca, aveva raccontato di essere appena rientrato a casa dopo una trasferta all'estero di lavoro e di aver trovato Herasimchyk riversa sul pavimento, ormai senza vita. Il 44enne era stato arrestato a dicembre. Secondo gli investigatori, infatti, il rapporto tra i due era violento, anche se non erano mai state presentate denunce, e l'omicidio per strangolamento si sarebbe consumato proprio al culmine di una lite.

La Corte d'Assise di Milano ha disposto una perizia sul corpo di Herasimchyk e i risultati sono stati depositati nei giorni scorsi. Stando a quanto emerso dai vari accertamenti, l'analisi complessiva degli elementi acquisiti non consentirebbe di raggiungere quella certezza processuale necessaria per affermare che la morte sia stata determinata dall'intervento di un'altra persona, attraverso un meccanismo di asfissia meccanica. È possibile, dunque, che il decesso sia avvenuto per cause naturali e l'assenza di quegli indicatori patologici specifici e inequivocabili che caratterizzano i processi asfittici impedirebbe di affermare con certezza che la 46enne sia stata uccisa.

Per questo motivo, gli avvocati Elisa Marabelli e Lorenzo Puglisi che difendono Daniec hanno depositato istanza di scarcerazione per il loro assistito. La richiesta è di revocare la custodia cautelare, o almeno di sostituire la detenzione in carcere con una misura meno afflittiva. Durante la prossima udienza, prevista per il 26 febbraio, verranno discussi i risultati della perizia tra le parti e la Corte dovrà decidere se scarcerare o meno Daniec.

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