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Ex ballerina trovata morta in casa nel Milanese, scarcerato il compagno: “Non è certo che sia stato un omicidio”

È stato scarcerato Marek Konrad Daniec, il 44enne accusato dell’omicidio della compagna Hanna Herasimchyk trovata morta il 13 giugno 2024 a Pozzuolo Martesana (Milano). Secondo la perizia medico legale, non ci sarebbe certezza del fatto che la 44enne sia morta per strangolamento.
A cura di Enrico Spaccini
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Hanna Herasimchyk
Hanna Herasimchyk

La Corte d'Assise di Milano ha disposto la scarcerazione e la nuova misura cautelare degli arresti domiciliari per Marek Konrad Daniec, il 44enne a processo con l'accusa di aver ucciso la compagna Hanna Herasimchyk, trovata morta il 13 giugno 2024 in un appartamento a Pozzuolo Martesana (nella Città Metropolitana di Milano). Secondo la perizia disposta dai giudici e discussa ieri, giovedì 26 febbraio, in aula, non ci sarebbe la certezza del fatto che la 46enne sia deceduta a causa di un soffocamento provata da una persona. Di diverso parere, invece, sono i tre consulenti della pm Francesca Crupi, titolare delle indagini, secondo i quali ci sarebbero elementi, come lesioni "attorno a bocca e collo" della vittima, che farebbero pensare a una "asfissia" provocata "da terzi" che potrebbe aver contribuito alla morte di Herasimchyk.

L'ex ballerina bielorussa era stata trovata riversa sul pavimento, ormai senza vita, in un appartamento di Pozzuolo Martesana il 13 giugno 2024. A chiamare i soccorsi quella notte era stato lo stesso Daniec. L'autotrasportatore polacco aveva raccontato di essere appena rientrato dopo una trasferta all'estero di lavoro e di aver trovato la compagna già deceduta. Il 44enne era stato arrestato a dicembre, con l'accusa di aver ucciso la 46enne soffocandola durante uno dei loro numerosi litigi.

Secondo il medico Giorgio Alberto Croci, al quale la Corte d'Assise ha affidato la perizia legale sulla salma di Herasimchyk, la 46enne sarebbe morta a causa di una miocardite di cui era affetta. Per il perito, inoltre, l'analisi complessiva degli elementi acquisiti non consentirebbe di raggiungere la certezza processuale necessaria per affermare che la morte sia stata determinata dall'intervento di una persona, attraverso un meccanismo di asfissia meccanica.

Alla luce di questi risultati, gli avvocati Elisa Marabelli e Lorenzo Puglisi che difendono Daniec avevano depositato un'istanza di scarcerazione per il loro assistito, chiedendo quindi di revocare la custodia cautelare o quantomeno di sostituirla con una meno afflittiva. La richiesta è stata accolta oggi, venerdì 27 febbraio, dai giudici della Corte d'Assise, i quali hanno disposto i domiciliari per il 44enne. Durante la discussione della perizia, i consulenti della pm Crupi hanno ribadito che, secondo loro, ci sarebbero elementi che sarebbero compatibili con una "asfissia", come lesioni "attorno a bocca e collo", che farebbero pensare al coinvolgimento di "terzi" nella morte dell'ex ballerina.

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