video suggerito
video suggerito

È stato scarcerato Nouri Hedhili accusato di omicidio per la morte di Hassan Matried trovato senza vita nella Bergamasca

È libero Nouri Hedhili, indagato di omicidio per la morte di Hassan Matried, l’operaio egiziano di 43 anni trovato senza vita lungo la provinciale a Taleggio nella Bergamasca il 5 gennaio.
10 CONDIVISIONI
Nouri Hedhili
Nouri Hedhili

È stato scarcerato Nouri Hedhili, il tunisino 53enne indagato di omicidio per la morte di Hassan Matried, operaio egiziano di 43 anni trovato senza vita lungo la provinciale a Taleggio nella Bergamasca lo scorso 5 gennaio. L'uomo è tornato libero dopo quasi sei giorni di fermo. Come appreso da Fanpage.it da fonti investigative, la scarcerazione è arrivata nel pomeriggio di oggi, martedì 13 gennaio, su decisione del giudice per le indagini preliminari Michele Ravelli, dopo l'istanza della pm Maria Esposito.

Le indagini

Secondo quanto fin ora appreso, dopo il ritrovamento del corpo di Matried, i carabinieri hanno avviato subito le indagini e dall’analisi incrociata dei tabulati telefonici della vittima, dei filmati estrapolati dai sistemi di video sorveglianza e dall’esame dei sistemi di lettura targhe presenti in provincia, erano riusciti ad individuare il furgone utilizzato per trasportare il corpo della vittima sul luogo del rinvenimento e a individuare l’ora dell’abbandono del cadavere. I militari, come spiegato, sono quindi risaliti al proprietario del veicolo, Nouri Hedhili, da mesi era in contatto con la vittima. Dalle indagini è emerso inoltre che i due si conoscessero, che svolgessero di tanto in tanto piccoli lavori edili insieme e che si trovassero tutte e due nella casa di Hedhili a Verdellino poche ore prima del ritrovamento del cadavere. Si è ipotizzato quindi che l'omicidio sia avvenuto in casa e che il corpo sia stato trasportato in strada in un secondo momento.

L'autopsia

Ma l'autopsia, effettuata sul corpo di Matried lo scorso 9 gennaio, non aveva sciolto i dubbi. Anzi, le fratture e le ferite riscontrate sul corpo della vittima – e in particolare i traumi alla testa – potevano infatti essere compatibili anche con una caduta accidentale e non esclusivamente con un'aggressione. Quindi da una parte l'autopsia, dall'altra i sopralluoghi con il drone e con il luminol hanno dimostrato che sul tetto erano davvero in corso lavori – come dichiarato da Nouri Hedhili – e che nell'abitazione c'erano tracce di sangue, ma compatibili con un colpo in testa o con una colluttazione.

L'autopsia e le successive ricostruzioni hanno quindi avvalorato la tesi di Nouri Hedhili secondo cui Matried, mentre si trovava a casa sua per alcuni lavori edili in nero, era caduto dal tetto ed era morto. A quel punto, per paura, racconta l'uomo lo avrebbe caricato sul suo furgone e, dopo un girovagare per 19 ore in tutta la Bergamasca, lo avrebbe abbandonato a 40 chilometri da casa sua. Ora Nouri Hedhili è libero e potrà riabbracciare la moglie e le tre figlie accolte all'oratorio di Verdellino perché la casa è rimasta sotto sequestro.

Notizia in aggiornamento 

10 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views