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Disposta l’autopsia sul corpo della bimba di 10 anni annegata nelle acque del lago di Como

La procura di Como ha disposto l’autopsia sul corpo della bimba di 10 anni annegata nelle acque del lago di Como. Intanto, le testimonianze raccolte dalla polizia hanno delineato con più precisione la dinamica dell’accaduto.
Immagine di repertorio
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L'autopsia dovrà confermare che a provocare la morte di A. R., la bambina di 10 anni annegata martedì scorso, il 21 luglio, nelle acque del lago di Como è stato un annegamento. Per farlo, il sostituto procuratore di Como, Davide Li Volti, ha conferito al medico legale Giovanni Scola l'incarico di eseguire l'esame autoptico per chiarire definitivamente le cause del decesso e consentire, una volta ottenuto il nullaosta, il rientro della salma in Marocco, paese d'origine della famiglia.

Nel frattempo, le testimonianze raccolte dalla polizia stanno delineando con sempre maggiore precisione la dinamica di quanto accaduto: quella che doveva essere una semplice passeggiata sul lungolago, conclusa con qualche minuto in acqua per trovare refrigerio dal caldo, si è trasformata in pochi istanti in una tragedia.

La dinamica dell'incidente

La bambina era arrivata a Como insieme ai genitori, alle tre sorelle e a due cugine. Dopo aver concluso un giro in battello sul lago, la famiglia era sbarcata all'imbarcadero di piazza Cavour e aveva deciso di proseguire a piedi lungo i Giardini a Lago, in direzione del Tempio Voltiano. Era la loro prima visita in città e non conoscevano il territorio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, lungo il percorso non si sarebbero imbattuti in alcun cartello che segnalasse il divieto di balneazione o il pericolo. Gli unici due cartelli presenti nella zona, infatti, sarebbero orientati nella direzione opposta e risulterebbero visibili soltanto a chi arriva dallo stadio o da viale Puecher.

Così, una volta raggiunta la spiaggetta, la famiglia si è trovata davanti decine di persone che prendevano il sole e molte che stavano facendo il bagno. È allora che le sei ragazzine avrebbero deciso di togliersi le scarpe e di entrare in acqua, fermandosi nei primi metri dove – per cause ancora in fase di accertamento – il fondale che avrebbe dovuto consentire loro di rimanere in piedi è improvvisamente ceduto, trascinandole verso il basso. Per A. R. non c'è stato nulla da fare: la bambina è stata ritrovata senza vita sul fondale del lago diverse ore dopo la scomparsa.

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