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13 Agosto 2022
7:00

Delitto di Garlasco, 15 anni dopo: la famiglia di Chiara Poggi contro Alberto Stasi

Sono passati 15 anni esatti dal delitto nella villetta di Garlasco che ha sconvolto l’Italia. In occasione dell’anniversario Alberto Stasi torna in tv con un’intervista dal carcere di Bollate. La famiglia di Chiara: “Così si mistifica la realtà, lui è colpevole”
A cura di Francesca Del Boca
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Sono trascorsi 15 anni da quel 13 agosto 2007. Il giorno in cui Chiara Poggi, studentessa ventisettenne di Garlasco (Pavia), è stata trovata riversa sulle scale della villetta di famiglia, immersa dentro una pozza di sangue.

L'unico indagato per l'omicidio, il fidanzato dell'epoca Alberto Stasi, oggi 39enne, si trova da sette anni recluso nel carcere milanese di Bollate. E da qui davanti alle telecamere grida la propria innocenza, in occasione di uno speciale tv sul delitto che andrà in onda questa domenica. Una lunga intervista incentrata solo su di lui, e sulla sua personale ricostruzione dei fatti.

Ma la famiglia di Chiara non ci sta. "In questo modo si continua a mistificare la realtà senza contraddittorio", si sfoga a La Provincia di Pavia. "E il contraddittorio è lo Stato italiano, che con sentenze di Cassazione e delle Corti di appello ha accertato al di là di ogni ragionevole dubbio la responsabilità di Stasi per l'uccisione di Chiara".

Le motivazioni della condanna

Alberto Stasi nel 2014 è stato infatti condannato dalla Corte d'Appello di Milano a una pena di 16 anni, dopo un iter processuale tormentato e non senza colpi di scena.

A incastrarlo definitivamente, le scarpe completamente pulite dopo il ritrovamento del cadavere: come era possibile, con tutto quel sangue sparso in casa e sulle scale? E ancora i pedali della bicicletta con il quale si era recato a casa di Chiara intonsi. E il DNA del giovane sul portasapone del bagno di casa Poggi: evidente segnale, secondo la Corte, del fatto che Alberto si è lavato dopo l'omicidio, per ripulirsi dalle tracce del sangue di Chiara. 

"Non ho ucciso Chiara"

Lui, intanto, si è sempre dichiarato innocente. E ha sempre puntato il dito contro le modalità di svolgimento delle analisi. “Quando mi chiedono se ho ucciso io Chiara penso che non sanno di cosa stanno parlando”, dirà durante l'intervista tv de Le Iene, proclamando ancora la sua estraneità ai fatti. A tutta Italia.

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