Attilio Fontana tira dritto sul coprifuoco in Lombardia. Stando a quanto trapela da Palazzo Lombardia, e Fanpage.it ha potuto apprendere, il confronto chiesto al governatore questa mattina dal leader del suo partito, Matteo Salvini, non dovrebbe influire sull'ordinanza attesa per la giornata odierna. Il provvedimento che istituirà un coprifuoco dalle 23 alle 5 a partire da domani, giovedì 22 ottobre, per la durata di tre settimane, non dovrebbe essere "attenuato" nei suoi contenuti. Cadrebbero dunque le preoccupazioni che erano state espresse da più parti e che trovano un'efficace sintesi in una dichiarazione del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Fabio Pizzul: "Fontana e la Regione non facciano passi indietro e non si facciano condizionare dai diktat di Salvini – ha detto Pizzul questa mattina in una nota -. In discussione c’è la salute dei lombardi, non la percentuale di voti di un partito. L’ordinanza nasce da scelte condivise con i sindaci sulla base di indicazioni molto perentorie degli epidemiologi ed è di questa mattina la dichiarazione allarmata del professor Antonio Pesenti, coordinatore dell’unità di crisi della Lombardia, sulla velocità di crescita dei contagi. Chi Fontana intende ascoltare, i tecnici o il capo del suo partito? Di fronte a situazioni serie occorre grande serietà".

Non sono chiari i contenuti del confronto tra Fontana e Salvini: certo l'ex ministro dell'Interno, che solo qualche giorno fa aveva definito inutile un coprifuoco nelle ore notturne, deve essere rimasto non poco contrariato dalla richiesta in senso totalmente opposta arrivata al governo da Fontana. Ci sarebbero però anche motivi strettamente politici dietro la richiesta di chiarimento del leader del Carroccio: il tema è probabilmente quanto, assumersi per primi la responsabilità di scelte impopolari (si vedano le proteste dei ristoratori di ieri) possa pesare poi in termini di voti. Un ragionamento che però Fontana sembrerebbe – si spera – aver messo in secondo piano dietro alla salute dei lombardi. I numeri prospettati dal Cts (comitato tecnico scientifico regionale) sono d'altronde terribili: 4000 ricoveri e 600 persone in terapia intensiva già alla fine di ottobre se non si agisce con più decisione rispetto all'ultima ordinanza regionale e all'ultimo Dpcm. Da qui la decisione presa all'unanimità da Fontana e dai sindaci dei capoluoghi lombardi, condivisa poi dal ministro della Salute Roberto Speranza che dovrebbe firmare il provvedimento assieme a Fontana.

L'ordinanza sul coprifuoco è stata discussa in sede di Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica

I dubbi di Salvini hanno forse rallentato di qualche ora la pubblicazione del provvedimento, che nel frattempo però ieri pomeriggio è stato già discusso anche in sede di Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica a Milano, alla presenza del prefetto Renato Saccone: "Scopo dell’incontro è stato un confronto sull’attuazione delle norme disposte dagli ultimi Dpcm e della prossima ordinanza che sarà adottata dal Ministro della Salute d’intesa con il Presidente della Regione Lombardia", si legge difatti in una nota dove si comunicano già alcune indicazioni operative: "In via prioritaria le forze dell’ordine cureranno i controlli serali e notturni su tutto il territorio della Città Metropolitana proseguendo anche nei servizi anti movida in città, mentre le polizie locali intensificheranno i controlli sugli esercizi commerciali. Nel prossimo fine settimana sarà verificata la validità operativa del piano e si procederà ad una attenta valutazione di specifiche necessità eventualmente rappresentate dai Sindaci della Città metropolitana". Anche la prefettura dà dunque per scontata l'emanazione dell'ordinanza "Speranza/Fontana", di cui poi il prefetto "curerà gli orientamenti applicativi agli Enti locali e alle forze dell’ordine".