Condannato per abusi su due alunne di 15 e 17 anni del Setificio di Como, ex bidello va in carcere
Vincenzo Militello, ex collaboratore scolastico del Setificio ‘Paolo Carcano' di Como, nei giorni scorsi è stato condotto in carcere perché ritenuto responsabile di violenza sessuale ai danni di due studentesse che all'epoca dei fatti, nella primavera del 2024, avevano 15 e 17 anni. La Suprema Corte di Cassazione ha, infatti, rigettato l'ultimo ricorso del 66enne e reso così definitiva la condanna a 5 anni e 6 mesi di reclusione. Militello, che si trovava ai domiciliari in regime di custodia cautelare da aprile di due anni fa, dovrà finire di scontare la pena in carcere.
Il caso era emerso nel marzo del 2024. Una studentessa di 15 anni del Setificio comasco aveva raccontato a un amico che sarebbe stata costretta dal collaboratore scolastico a subire atti sessuali nelle aule della scuola e anche in biblioteca. Una collaboratrice scolastica, collega del 66enne, era venuta a conoscenza della cosa e poi era stata comunicata a una professoressa.
Le indagini erano scattate dalla segnalazione partita dal dirigente scolastico dell'istituto ai carabinieri di Como che, coordinati dalla pm Alessandra Bellù, hanno arrestato Militello per abusi sessuali. Al racconto della 15enne si era poi aggiunto anche quello di un'altra studentessa, di 17 anni, che parlava di palpeggiamenti subiti dallo stesso collaboratore scolastico. Il 66enne era stato indagato poi anche con l'accusa di aver mostrato video dal contenuto sessualmente esplicito a ragazzini con meno di 14 anni, ma per questo episodio è stato scagionto.
Durante il processo, Militello ha respinto le accuse, confermando solo di aver avuto chat più o meno esplicite. Il 13 febbraio 2025 la giudice dell'udienza preliminare Maria Elisabetta De Benedetto lo ha condannato con rito abbreviato a 5 anni e 6 mesi. Lo scorso 3 novembre 2025 la Corte d'Appello di Milano ha confermato la condanna, che ora è diventata definitiva con l'ultimo ricorso della difesa dell'ex collaboratore scolastico respinto anche dalla Casszione.