Roberto Rasia Dal Polo (a sinistra) e Maurizio Lupi
in foto: Roberto Rasia Dal Polo (a sinistra) e Maurizio Lupi

Mentre il sindaco uscente di Milano Beppe Sala definisce liste, capilista e delinea le alleanze, il centrodestra non ha ancora scelto il nome del suo candidato sindaco alle prossime Comunali. "Non è un segno di debolezza politica, anche alle scorse Comunali il nome di Parisi fu deciso più o meno in questo periodo", dicono alcune delle fonti che Fanpage.it ha sentito. È vero: cinque anni fa, nel 2016, il nome di Stefano Parisi come principale sfidante di Sala venne ufficializzato tra febbraio e marzo, dopo qualche indiscrezione, ma è anche vero che allora pure l'investitura ufficiale di Sala arrivò più tardi, dopo la vittoria alle Primarie.

Sulla partita delle Comunali, quest'anno, pesano diverse incertezze: la prima e più grande è rappresentata dall'emergenza Coronavirus, che potrebbe mettere a rischio le stesse elezioni (che dovrebbero tenersi a giugno) e anche il normale svolgimento della campagna elettorale. Stante l'impossibilità di fare comizi e altri grandi eventi aperti al pubblico, almeno per il momento, scegliere un candidato poco noto ai milanesi potrebbe rivelarsi una decisione controproducente. Eppure, tra i nomi più accreditati come candidato sindaco figura proprio quello di un manager-comunicatore molto stimato a livello professionale, ma poco conosciuto in città: è Roberto Rasia Dal Polo.

L'attesa di Dal Polo: Milano importante, scelta non deve essere affrettata

Genovese di nascita ma milanese di adozione, Dal Polo a Capodanno aveva fatto "coming out" con un lungo post sul proprio profilo Facebook, ufficializzando la propria disponibilità a sfidare Beppe Sala. Ma da allora, complici anche le fibrillazioni in Regione Lombardia (col rimpasto di giunta che ha riportato in scena Letizia Moratti) e la crisi di governo, la candidatura di Rasia Dal Polo è rimasta in stand-by: "Sono in attesa della decisione del centro destra", dice il candidato in pectore a Fanpage.it. Dalle poche parole che filtrano dal silenzio stampa in cui Dal Polo è entrato due giorni fa, trapela una certa impazienza per l'eventuale nomina. Ma le dichiarazioni ufficiali sono di attesa e prudenza: "Parlando di Milano si intuisce l'importanza della scelta, che non dev'essere affrettata".

Dal Polo è sponsorizzato dalla Lega, come lui stesso ha spiegato chiaramente. Le resistenze attorno alla sua investitura ufficiale sarebbero legate in particolare a Forza Italia, che a Milano città mantiene una relativa importanza rispetto al Carroccio. Proprio dagli azzurri, in particolare da Silvio Berlusconi, sarebbe venuto fuori il nome di Maurizio Lupi, ex ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e attualmente deputato per Noi con l'Italia – Udc. Il suo è certamente un nome più conosciuto: a Milano ha iniziato a far politica nel 1993 come consigliere, è stato assessore ed è un membro influente di Comunione e liberazione, il movimento fondato da don Giussani che specie in Lombardia è anche un importante centro di potere.

Nell'orbita del terzo partito della galassia del centrodestra, Fratelli d'Italia, circola invece un terzo nome: quello di Maurizio Dallocchio, professore di Finanza all'Università Bocconi. Il suo nome era stato fatto direttamente dalla leader Giorgia Meloni, anche se il diretto interessato si era sfilato dalla corsa, non si sa se per una sorta di pre-tattica o altro. Pochi giorni fa è stata la senatrice di Fdi Daniela Santanché a ritirare fuori il nome di Dallocchio, aggiungendo però che il candidato del centrodestra "potrebbe essere anche un nome non ancora uscito sui giornali". Nel frattempo il partito della Meloni, in vista delle Comunali milanesi, ha imbarcato tra le propria fila un nome di peso: quello di Enrico Marcora, consigliere comunale eletto con la lista Noi per Beppe Sala: "La decisione è dovuta a un'insoddisfazione generale di come Sala ha amministrato questa città. Doveva essere il manager che doveva rendere efficiente la città, ma questo non è stato", ha detto Marcora.

Osnato: Il candidato potrebbe essere un ‘politico civile'

Un altro big milanese del partito di Giorgia Meloni, l'onorevole Marco Osnato, a Fanpage.it assicura: "Il nome del candidato arriverà entro la fine di gennaio. Quelle di Sala sono mosse per far parlare di sé, nel centrodestra si sta aspettando di capire come giocare altre importanti partite come Roma, Bologna e Napoli". Sui nomi già circolati e quelli ancora nascosti, Osnato afferma: "Nulla di più facile che il candidato alla fine sia un nome non ancora uscito, e altrettanto autorevole rispetto ai nomi che già circolano. Si parla di manager proveniente dalla società civile, ma io non credo che i politici siano ‘incivili', e quindi potrebbe essere anche un ‘politico civile'". Anche un "vecchio" politico, tipo l'ex sindaco Albertini? "Albertini ha fatto sapere che non intende candidarsi, e poi mi sembra ormai che si sia orientato in un perimetro politico diverso dal centrodestra. Mentre Letizia Moratti, che ritengo sia stata un'ottima sindaca, per fortuna dei lombardi adesso si occupa della loro sanità". Osnato comunque assicura che il partito, "che secondo i sondaggi è il secondo della coalizione sia a livello nazionale sia a Milano", farà pesare la propria influenza.

A proposito di perimetro della coalizione, il "partito degli automobilisti", Muovermi, ha confermato che appoggerà il candidato di centrodestra, chiunque egli sia. Chiare però le loro preferenze: "Roberto Rasia dal Polo non ci convince molto, non lo conoscevamo prima che il suo nome venisse fuori dai giornali, non sappiamo quali idee abbia per la città – ha detto il portavoce Edoardo Dubini -. Maurizio Lupi ci sembra invece una scelta più milanese. Mentre gli altri nomi usciti non li conosciamo".

Sala incassa il sostegno di Calenda e del suo Azione

Sull'altro fronte, in attesa di conoscere il nome del suo più accreditato sfidante (al netto di un eventuale candidato del Movimento 5 stelle se non ci dovesse essere una clamorosa alleanza, e di altri candidati con meno chance di vittoria) Sala incassa anche il sostegno di Carlo Calenda (candidato sindaco a Roma) e del suo partito Azione, che presenterà una propria lista: "Appoggiamo Sala perché è un bravo amministratore. Punto. La stessa ragione per cui abbiamo appoggiato Bonaccini. Se la politica antepone alchimie e tattiche alla qualità delle persone muore. E precisamente di questo sta morendo la politica italiana", ha scritto Calenda su Twitter.