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Coronavirus
21 Febbraio 2021
12:19

Codogno, un anno dopo il paziente uno: inaugurato il memoriale per le vittime del Covid

Nella mattinata di oggi, domenica 21 febbraio, è stato inaugurato il memoriale delle vittime del Covid-19 a Codogno, il comune della bassa lodigiana divenuto simbolo della pandemia. Le tre lastre di acciaio, installate vicino la sede della Croce Rossa, rappresentano le tre frazioni del comune. Alla cerimonia, oltre al sindaco e al vescovo, era presente anche il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.
A cura di Ilaria Quattrone
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Il memoriale inaugurato a Codogno (Fonte: Facebook)
Il memoriale inaugurato a Codogno (Fonte: Facebook)
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È stato inaugurato il memoriale in ricordo delle vittime del Covid-19: nella mattinata di oggi, domenica 21 febbraio, a un anno dalla scoperta del paziente uno in Italia, a Codogno – comune della bassa lodigiana diventata simbolo della pandemia – si è svolta la cerimonia di inaugurazione dell'opera.

Presenti anche il presidente Attilio Fontana e l'assessore Letizia Moratti

Già prima delle 11.30, diversi cittadini si sono riversati in via Collodi per assistere all'inaugurazione delle tre piastre in acciaio che rappresentano le frazioni del Comune. L'area è vicina alla sede della Croce Rossa. Il monumento è stato installato vicino a un melo cotogno, simbolo del comune, e a delle panchine per la meditazione. Oltre al sindaco di Codogno, Francesco Passerini, alla cerimonia erano presenti il vescovo, diverse istituzioni – tra cui il presidente di Regione Attilio Fontana e l'assessore al Welfare Letizia Moratti – e oltre una ventina di emittenti straniere, di cui una proveniente anche dall'Australia.

La storia del paziente uno

"Dopo un anno onestamente non pensavo che saremmo stati ancora in questa condizione" ha detto a Fanpage.it Raffaele Bruno, direttore della clinica di Malattie infettive del Policlinico San Matteo di Pavia. Bruno è il medico che ha preso in cura Mattia Maestri, il paziente uno di Codogno, che fu trasferito al San Matteo di Pavia. Furono poi le dottoresse Annalisa Malara e Laura Ricevuti a chiedere di eseguire gli esami che hanno poi diagnosticato il Coronavirus. Mattia è tra coloro che hanno superato la malattia e dopo quell'esperienza, ha avuto una bambina. Un'esperienza che ha segnato la vita di tutta Italia e con la quale ancora il Paese lotta a distanza di un anno.

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