Due discoteche sono state chiuse dalla polizia locale a Milano. All'interno dei due locali, nonostante i divieti, gli agenti dell'Unità annonaria e commerciale della polizia locale milanese hanno accertato che numerosi clienti ballavano ammassati, senza rispettare il distanziamento interpersonale e senza nemmeno indossare le mascherine. L'intervento dei vigili risale alla notte tra sabato e domenica scorsa: i due locali in questione sono il Sio cafè in zona Bicocca e l'Arizona 2000 in viale Monza. Entrambi erano già stati sanzionati per lo stesso motivo nelle settimane precedenti. Le multe, però, evidentemente non sono bastate per far sì che i titolari fossero più attenti ai comportamenti dei propri clienti.

Oltre duecento persone ballavano ammassate in ciascun locale

Alla polizia locale sono continuate a pervenire diverse segnalazioni da parte dei cittadini, a seguito delle quali i "ghisa" hanno deciso di intervenire. Nella serata tra sabato e domenica gli agenti si sono presentati nei due locali: in uno erano presenti circa 200 persone, nell'altro 250. Molti dei clienti che stavano ballando vicini non indossavano le mascherine, che sono obbligatorie nei luoghi al chiuso (a parte nei ristoranti e nei bar, ma solo quando si consuma al tavolo o al bancone). Per le due discoteche, anche per via dei precedenti, è scattata la chiusura immediata e per una durata di cinque giorni: già dal prossimo weekend, quindi, potranno tornare ad aprire ma in "modalità bar", come prevedono le norme nazionali per il contenimento dell'epidemia di Covid-19. I titolari dei due locali sono stati segnalati in prefettura e multati per 400 euro. "La città sta tornando alla sua normalità, come giusto che sia, ma la soglia dell’attenzione non deve abbassarsi e il compito dei nostri agenti resta fondamentale per accompagnare i cittadini in questo processo, siano essi titolari o fruitori di attività commerciali e pubblici esercizi – ha detto la vice sindaco e assessore alla Sicurezza Anna Scavuzzo commentando l'operazione della locale -. Non dimentichiamo mai che siamo tutti chiamati a contribuire alla tutela della salute pubblica, nel rispetto delle norme e del buonsenso".