Ha 19 anni, è nato in Marocco ed è cresciuto a Milano nei quartieri tra San Siro e Baggio. Dagli esordi nel 2018 è diventato una delle figure note della scena rap del capoluogo lombardo e non solo. Neima Ezza, il rapper che è finito al centro di un caso per il raduno di circa 300 giovani "chiamati" tramite i social e il passaparola per partecipare a un suo video musicale.

Video musicale e scontri con la polizia: chi è il rapper Neima Ezza

Un flashmob che è finito in guerriglia per l'intervento della polizia e dei carabinieri. All'arrivo delle forze dell'ordine, che intendevano disperdere l'assembramento, i giovani hanno reagito con urla, insulti e lancio di sassi e bottiglie. Alla fine è stato usato un lacrimogeno per disperdere il gruppo senza provocare ulteriori disordini.

Le sue canzoni raccontano la periferia e la vita nei quartieri popolari

Arrivato a Milano da bambino, cresciuto nelle case popolari della periferia sud-ovest dove la sua famiglia ha trovato sistemazione, nei testi delle canzoni di Neima Ezza è centrale il tema della crescita in un contesto difficile, ma anche la voglia di rivalsa e di costruirsi un futuro migliori, l'importanza della musica e delle amicizie e tutti gli aspetti della quotidianità dei "suoi" quartieri. Tra le canzoni con cui si è fatto conoscere ci sono i brani ‘Essere ricco' e ‘Amico'.

Un brano, quest'ultimo, con un testo che parla del vero valore dell'amicizia: "Ho un amico, mi passa a prendere/ Due amici mi fanno da scorta/ Un paio di amici fanno il mestiere/ Tre amici morti per strada/Ho qualche amico chiuso in galera/Cinque amici ti fanno sparire/Ma ho mille amici e sono nemici/Quelli veri li conto su una mano".

Qualche giorno fa attraverso i suoi profili Instagram e Twitter, anticipato la realizzazione del video su Instagram scrivendo "è questione di giorni, state connessi".