La Procura di Milano ha chiesto il processo con rito immediato nei confronti di Alberto Genovese, l'imprenditore arrestato lo scorso 6 novembre a Milano con l'accusa di aver stuprato una ragazza di 18 anni – durante una festa nel suo appartamento a Milano svoltasi a ottobre – e una ragazza di 23 anni, durante una festa tenutasi a Ibiza lo scorso luglio.

Le accuse di violenza sessuale

L'ex re delle start up è in carcere dallo scorso novembre quando una 18enne denunciò di essere stata droga e abusata per diverse ore dal noto imprenditore. Nei mesi successivi, altre ragazze hanno affermato di essere state anche loro vittime di abusi sessuali da parte di Genovese. A febbraio però è arrivata all'ex imprenditore una nuova ordinanza di custodia cautelare per i presunti abusi che avrebbe subito la ragazza di 23 anni. Violenze per le quali è indagata anche l'ex fidanzata di Genovese. Intanto, in questi mesi, la difesa ha chiesto al giudice per le indagini preliminari di poter disporre di una perizia che possa valutare la possibilità per il 43enne di disintossicarsi fuori dal carcere. Richiesta che il gip ha poi deciso di accogliere.

Le indagini per intestazioni fittizia di beni

Oltre alle indagini per violenza sessuale, Genovese è indagato anche per intestazione fittizia di beni e frode fiscale. La Procura sta infatti cercando di capire come l'imprenditore abbia, in questi anni, sostenuto il proprio stile di vita fatto di feste, lussi ed eccessi. Lo scorso mese però il Gip ha respinto la richiesta di sequestrare oltre 4,3 milioni di beni relative a due presunte frodi avvenute tra il 2018 e il 2019.