Nelle intenzioni del realizzatore doveva essere un video augurale per rievocare le attività di partito svolte durante il 2020. Ma il filmato di un sostenitore della sezione di Brescia di Fratelli d'Italia, partito di Giorgia Meloni, è diventato un caso per la musica di sottofondo utilizzata: si tratta dell'Inno a Roma, scritto nel 1919 su musica di Giacomo Puccini e diventato durante il Ventennio fascista uno degli inni preferiti da Mussolini, tanto che gli studenti erano obbligati a impararlo a memoria a scuola.

Del video con la musica quanto meno imbarazzante, a livello politico, hanno parlato prima il quotidiano locale "Il Giornale di Brescia" e poi la testata "la Repubblica". L'iniziativa della sezione locale del partito è poi arrivata anche alle orecchie del coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, il senatore Gianpietro Maffoni, che ha parlato di "un'iniziativa personale di un singolo dal quale prendo le distanze, anche per motivi di privacy e di autorizzazione per l'utilizzo del simbolo del partito". Maffoni ha poi cercato di smorzare le polemiche, parlando dell'Inno a Roma come di "un'opera di Puccini usata da Bocelli e Domingo". In realtà poi l'Inno a Roma divenne anche la colonna sonora ufficiale del Movimento sociale italiano di Giorgio Almirante.

La difesa del coordinatore cittadino: Macchina del fango

Maffoni ha aggiunto che "ogni iniziativa ufficiale di Fratelli d'Italia, sia locale che nazionale, è sempre e solo accompagnata dall'Inno d'Italia di Mameli", cercando così di chiudere la questione. Sulla vicenda è intervenuto anche il coordinatore cittadino di Fratelli d'Italia, Paolo Inselvini, che su Facebook ha parlato di "macchina del fango" e ha cercato di difendersi: "Pensando di creare scalpore e fare un bell'articolo click bait, un giornale locale prima, e la Repubblica poi, hanno creato ad hoc la più becera delle fake news, associando direttamente l'Inno a Roma come inno del Fascismo, con l’insana idea di creare scandalo. Peccato che il testo dell’Inno a Roma fu scritto nel 1919 per elogiare la grandezza e la bellezza della nostra eterna Capitale". Tutto vero, così come altrettanto vero è però l'utilizzo che Mussolini prima e Almirante poi fecero di quell'inno, un utilizzo che un partito politico che ha la Fiamma tricolore nel suo simbolo di certo non può ignorare.