Boom di contagi da Covid-19 per la provincia di Milano dove nella giornata di oggi, venerdì 5 marzo, si sono registrati 1.593 casi. Il territorio da alcuni giorni supera la provincia di Brescia che nelle ultime settimane era considerata la più colpita da questa nuova ondata. A preoccupare non è solo l'aumento dei contagi, ma anche dei ricoveri e soprattutto la velocità con la quale le varianti – soprattutto quella inglese che riguarda oltre il 60 per cento dei casi – circolano.

L'area di Milano sotto osservazione

Da diversi giorni infatti si rincorrono dichiarazioni di esponenti e politici che hanno parlato di dati da "zona rossa" per alcune aree lombarde. Mercoledì scorso Guido Bertolaso, consulente per la campagna vaccinale di Regione Lombardia, ha spiegato che almeno due province avrebbero "numeri da zona rossa". A lui è seguito il commento della vicepresidente e assessore regionale al Welfare Letizia Moratti che ha spiegato come tutta la cintura di Milano "é sotto osservazione".

La Lombardia in zona arancione rafforzato

Intanto oggi la Lombardia è stata confermata zona arancione rafforzato. Ieri, il presidente di Regione Attilio Fontana, con un'ordinanza regionale aveva inserito tutto il territorio in una fascia più critica preoccupato dall'aumento dei contagi e dei ricoveri: "Dobbiamo farlo per proteggere i ragazzi e le famiglie" aveva spiegato. Oggi è arrivata la conferma da parte dell'Iss. Nell'ultima settimana è aumentato notevolmente il dato Rt della Regione che si è attestato a 1.13 rispetto. Il presidente Fontana ha comunque affermato che: "Le misure prese ieri hanno scongiurato il rischio di una zona rossa" anche se ha poi specificato: "Considerato l’aumento della trasmissione del virus, determinato dalla variante inglese, l’organismo ministeriale ha però raccomandato alle regioni dove l’incidenza settimanale superi la soglia di 250 casi per 100mila abitanti, come la nostra, di adottare il massimo livello di mitigazione".