Ospedale San Gerardo Monza
in foto: Ospedale San Gerardo Monza

Se la prima ondata aveva risparmiato parte della provincia di Monza, dove il virus si era più concentrato nella zona del Vimercatese, per questo ritorno autunnale il Coronavirus non ha avuto pietà. Monza, insieme a Varese e dopo Milano, è la provincia che più preoccupa in Lombardia con un picco di contagi in città e nella zona del Nord-Ovest, quella dei Comuni di Cesano Maderno, Seveso, Meda e Seregno per intenderci. In provincia la media al giorno di nuovi contagi è attorno agli 800, con il picco di 1362 casi solo nella giornata di martedì 27 ottobre e 822 ieri. Un dato, quello di martedì, che per gli esperti e istituzioni si spiegherebbe col fatto che due giorni fa sono stati sommati altri tamponi dei giorni precedenti. Resta il fatto però che il virus c'è e non sta risparmiando nessuno questa volta, scuole comprese: sul territorio le classi, tra elementari, medie e superiori, con almeno un caso di positività all'interno sono oltre 689. E non solo le scuole, il Coronavirus ha colpito anche la cerchia più stretta del sindaco di Monza Dario Allevi costringendolo a un isolamento forzato. Ma dal suo staff rassicurano che si tratta di precauzione e non di contagio: sottoposto al tampone è risultato negativo.

Non si sta pensando ad altre restrizioni

Per il momento i numeri sono ancora dalla parte dei medici: gli ospedali hanno ancora ossigeno per alcuni giorni, il punto di rottura sembra ancora lontano e comunque i dati non sono paragonabili a quelli di marzo e aprile in regione. Almeno per il momento. C'è una differenza però che preoccupa Monza: questa volta i posti letto, circa 270 i ricoveri all'ospedale San Gerardo di Monza con un aumento di 150 pazienti in poco più di una settimana, sono tutti occupati da brianzoli. Nessun paziente, dunque, da Bergamo e Brescia, chiamate loro ora a dare una mano alle altre città. A questo punto non resta che farsi delle domande: Monza à la nuova Bergamo? E quando si potrà parlare di zona rossa?

Il presidente della Provincia Santambrogio: Sui trasporti si concentrano i contagi

A Fanpage.it ha risposto il presidente della provincia Luca Santambrogio: "Speriamo di no, sarebbe un colpo finale all'economica del territorio. Non spetta comunque a me decidere, ma per il momento non stiamo pensando ad altre restrizioni diverse da quelle del governo. Le misure oggi in vigore sono corrette, ma colpiscono quei settori che si erano già spesi da marzo a maggio. E colpiscono tutti. Forse era meglio intervenire sugli imprenditori che non rispettavano le norme e non danneggiare tutti". Certo è che il virus viaggia da Milano a Monza e viceversa: tanti sono i monzesi che durante il giorno si spostano nel capoluogo lombardo per lavoro. Chiudere una provincia come Monza vorrebbe dire fermare tanti lavoratori, ma "il problema più grande sono proprio i trasporti da Monza e Milano e viceversa, dove si concentrano i contagi", aggiunge Santambrogio. Che poi conclude: "Bisogna tenere i nervi saldi. Stiamo registrando molti più numeri rispetto alla scorsa primavera anche perché stiamo facendo molti più tamponi anche nel weekend. Ripeto sempre ai cittadini, senza spaventarli, che è ancora più fondamentale oggi rispettare le norme sulle mascherine e sul distanziamento".