Guido Bertolaso lo aveva annunciato con enfasi: "Cronometreremo i tempi impiegati dall'inizio al termine della singola somministrazione per capire il totale del numero di vaccini che si riesce ad effettuare nelle 24 ore". E così in effetti è stato. Sabato e domenica, dalle 9 alle 18, sotto la regia dell'ex capo della protezione civile, ora responsabile della campagna di vaccinazione per la Lombardia, si è svolta la seconda fase della sperimentazione che prevede la vaccinazione di circa 2.500 volontari dell'Azienda regionale dell'emergenza urgenza.

Un evento su cui la comunicazione di Palazzo Lombardia ha puntato molto, con video e foto dei volontari nei padiglioni del quartiere fieristico, dove sono passati anche il presidente della Regione, Attilio Fontana, e la vicepreside e assessore al Welfare, Letizia Moratti. Una "prova di forza" che arriva dopo il roboante annuncio dello stesso Bertolaso che ha promesso di vaccinare tutti i lombardi entro giugno. Per farcela, la Lombardia dovrebbe "vaccinare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7" a ritmi serrati.

Ma per inoculare entro giugno due dosi agli 8 milioni e 300mila lombardi da vaccinare secondo il piano presentato in consiglio regionale (1,7 milioni di anziani e fragili che hanno la priorità, 6,6 milioni di persone per la vaccinazione di massa, esclusi i minorenni per cui non ci sono vaccini) bisognerebbe viaggiare al ritmo di circa 130mila dosi al giorno. Oggi siamo tra le 10 e le 20 mila.

La "sperimentazione in Fiera"

“I risultati della sperimentazione verranno elaborati dai tecnici nei primi giorni della prossima settimana per poi essere comunicati pubblicamente", spiegano dalla Regione. Da cui trapela che l'esperimento avrebbe permesso di abbassare il tempo di inoculazione di un minuto, arrivando a 330 dosi all'ora. Idealmente, si potrebbero vaccinare alcune migliaia di persone al giorno solo alla Fiera. Ma c'è altro da valutare, oltre alla "gara col cronometro". Del piano vaccinale per le fasi due e tre in Lombardia sappiamo ancora poco. È stato comunicato che le vaccinazioni per gli over 80 inizieranno il 24 febbraio, mentre dal 15 dovrebbe essere possibile prenotare. Sappiamo che sarà creato un portale dedicato e che nei prossimi giorni i cittadini inizieranno a ricevere il materiale informativo via email e per porta. Ma per il momento non ci sono dettagli.

Chi farà le vaccinazioni 24 ore su 24?

Più dubbi che certezze anche sul personale che dovrebbe effettuare le vaccinazioni. In attesa dell'esito del bando nazionale del commissario Arcuri per medici e infermieri, Regione Lombardia ha pubblicato un secondo bando per cercare volontari, per esempio tra i professionisti in pensione. Ma per vaccinare ai ritmi indicati da Bertolaso servono forze molto ingenti. Lo fa notare Antonio De Palma, presidente del sindacato Nursing Up: "Bertolaso pensa di impiegare personale 24 ore su 24, sette giorni su sette: ma dove sono gli infermieri per realizzare tutto questo? Perché nessuno ci da una risposta e perché nessuno entra nel cuore del problema?".

Mancano le dosi

Sempre nelle slide presentate dall'assessore Moratti si legge che entro la fine di febbraio in Lombardia arriveranno circa 676mila dosi di vaccino (378mila Pfizer, 115mila Moderna, 183mila AstraZeneca). Una scorta che permetterebbe di viaggiare a un ritmo di circa 25mila al giorno. Nettamente superiore a quello tenuto nel mese di gennaio, ma molto lontano dallo standard individuato dalla sperimentazione in Fiera.

Dove vaccineremo tutti i lombardi?

E resta irrisolto il nodo dei luoghi da usare per la campagna. Il tempo stringe e finora sono state indicate solo le tipologie di spazi che la Regione sta cercando, con alcuni esempi come un hangar a Linate e un padiglione alla Fiera di Milano. Tutto resta sulla carta e da sviluppare.

Salvini propone a Draghi un modello che non c'è

Bertolaso e Moratti sono al lavoro per accelerare, ma intanto le idee restano vaghe e stridono con gli annunci in grande stile sulla velocità di vaccinazione aumentata. E ancor più stridono con le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha detto ai giornalisti: "C'è un modello lombardo che è il più avanzato dal punto di vista della messa in sicurezza della popolazione, delle vaccinazioni. Proporremo al professor Draghi il modello Bertolaso".

Un modello che al momento, però, ancora non c'è.