Svolta l’autopsia su Hassan Matried, trovato morto nella Bergamasca: forse una caduta accidentale

Non ha sciolto i dubbi l'autopsia eseguita ieri, giovedì 9 gennaio, all'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo sul corpo di Hassan Saber Qamer Ahmed Matried, l'operaio egiziano trovato senza vita lunedì 5 gennaio a lato della provinciale 25 a Taleggio, nella Bergamasca. Le fratture e le ferite riscontrate – in particolare i traumi alla testa e in altre parti del corpo – potrebbero infatti essere compatibili anche con una caduta accidentale e non esclusivamente con un'aggressione.
Le indagini
Per la morte dell'egiziano la Procura di Bergamo indaga per omicidio: in carcere da martedì sera si trova Nouri Hedhili, un artigiano tunisino di 53 anni, con il quale la vittima aveva lavorato saltuariamente negli ultimi mesi e che è stato rintracciato dai carabinieri di Bergamo grazie ai filmati delle telecamere che hanno immortalato il suo furgone transitare proprio nella zona di Taleggio la notte prima del ritrovamento del cadavere.
Mentre veniva arrestato dai carabinieri e poi davanti alla pm Maria Esposito, Hedhili avrebbe fornito versioni discordanti. Il 53enne, incensurato e regolare, avrebbe sostenuto che Matried sarebbe morto in seguito a un incidente, forse una caduta proprio in casa sua a Verdellino. La vittima viveva al Centro di accoglienza del Pime a Sotto il Monte Giovanni XXIII e con Hedhili aveva avuto rapporti di lavoro occasionali e mai regolarizzati. La mattina di domenica 4 gennaio si era presentato davanti alla casa di Hedhili e da lì non sarebbe più uscito vivo.
Stando alle immagini delle telecamere, infatti, Matried avrebbe varcato la soglia di casa dell'uomo verso le 10.00, ma all'incirca un'ora più tardi sarebbe stato trascinato fuori con un evidente trauma cranico alla testa, caricato su un Renault Master bianco e, dopo essere stato trasportato in giro per 19 ore, scaricato a bordo della provinciale 25 alle prime ore dell'alba. Nonostante i filmati, il 52enne avrebbe negato ogni suo coinvolgimento con la morte del 43enne che, a suo avviso, sarebbe da ricondurre a "un incidente". Riguardo al telefono di Matried che il 52enne avrebbe gettato in un tombino ha riferito soltanto di "aver perso la testa".
E sempre secondo quanto emerge dalle immagini acquisite dalle telecamere di sorveglianza, con il 52enne c'erano anche la moglie e le 3 figlie adolescenti. Tuttavia, interrogate dagli inquirenti, le donne avrebbero riferito di "non aver visto niente". Nel frattempo, il gip Michele Martino Ravelli ha convalidato il fermo per Hedhili e, nell’abitazione del 52enne, ora sotto sequestro penale – sarebbero iniziati i rilievi con il luminol per rilevare l’eventuale presenza di tracce di sangue.