ARREDOMANIA – Rettifica di notizia giornalistica, ex art. 8 della Legge del 8 febbraio 1948 n. 47

"Il titolare di ‘Arredomania', i suoi collaboratori e i dipendenti sono estranei al procedimento penale per associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, frode fiscale, autoriciclaggio, usura ed estorsione, denominato “Cardine. Metal Money” e coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, per il quale è stata eseguita nei giorni scorsi un’ordinanza di custodia cautelare del giudice per le indagini preliminari di Milano nei confronti di 18 persone". Lo precisa l'azienda stessa in una nota dell'avvocato: vertici e lavoratori sono quindi estranei alle indagini e alle relative contestazioni. Nessuna misura cautelare, dunque, nei loro confronti: "A conferma di ciò, va doverosamente segnalato che l’attività commerciale del negozio sta proseguendo in modo assolutamente regolare, non essendo gli esercenti destinatari di alcun provvedimento da parte dell’Autorità Giudiziaria".

L'operazione antimafia lo scorso 9 febbraio

I fatti risalgono a martedì 9 febbraio quando la maxi operazione antimafia della Direzione Distrettuale Antimafia ha portato all'arresto il boss Cosimo Vallelonga, uomo di spicco della locale di ‘ndrangheta di Lecco nonostante avesse già scontato una condanna al 416bis. Stando a quanto si legge dalle carte della Dda, il boss usava il negozio ‘Arredomania' in La Valletta Brianza di "proprietà del genero come base logistica così da garantire la riservatezza degli incontri, sia tra i membri del sodalizio, sia con soggetti terzi". Stando a quanto rilasciato dalla Procura di Milano, Vallelonga è riuscito a creare un'associazione attiva nel settore del commercio di metalli ferrosi e non ferrosi. Nel dettaglio, attraverso documenti falsi, è riuscito a movimentare 10mila tonnellate di rifiuti servendosi anche di più società fantasma dal valore di 7 milioni di euro. Oltre a creare un giro d'affari di usura che ha coinvolto famiglie e imprenditori della zona.